“A Pechino Express ho mangiato tanto varano perché ero stanchissima. È buono e nutriente. Non leggo più i social, mi ci potrei ammalare. Mi hanno dato della disagiata”: parla Gaia De Laurentiis

Ancora con lo “zaino in spalla”.
n“È l’upgrade di Pechino-Express: da quattro anni suono il violoncello”.

n

Studentessa.
n“Studiare è una droga”.

n

Il violoncello è uno degli strumenti da epica-erotica.
n“Dice?”.

n

Molti fotografi hanno utilizzato il violoncello per raccontare l’erotismo.
n“(Ride) Ecco perché mio marito non è contento”.

n

(Gaia De Laurentiis, in coppia con la figlia Agnese Catalani, è una delle grandi protagoniste della nuova edizione di “Pechino-Express”. Si presenta con un enorme custodia per violoncello sulle spalle, sembra una studentessa del conservatorio, con le mani a tenere le bretelle, il caschetto biondo, perfetto, il celebre sorriso in tutta la sua estensione e la giusta curiosità negli occhi).

n

A “Pechino-Express” c’è un bel confronto tra madre e figlia…
n“Ci adoriamo, ma i nostri caratteri fanno fatica (arriva il cameriere), che prendiamo?”

n

Centrifuga?
n“Le sembro una vegetariana che si nutre solo di verdura?”

n

Un po’.
n“Non è così”.

n

È vero, a “Pechino” ha mangiato il varano.
n“Pure tanto. Ed è buono, poi ho letto che è nutriente”.

n

Resta un varano.
n“Ero stanchissima”.

n

In questo viaggio cosa ha scoperto di se stessa?
n“Che sono più fragile di quanto pensavo pensassi? Soprattutto sotto stress”.

n

Ahi.
n“Ho bisogno di sentirmi amata, e un po’ lo sospettavo”.

n

L’artista, di solito, è così.
n“Ci sono quelli con il pelo sullo stomaco; (quasi tra sé e sé) sì, ho veramente bisogno di sentirmi amata”.

n

Gli alti e bassi della carriera avranno accentuato il desiderio.
n“Per il mio obiettivo sono stati solo alti”.

n

Tradotto?
n“Da quando avevo 17 anni ho sempre voluto fare teatro e non solo non ho mai smesso, ma sono cresciuta”.

n

La televisione, però.
n“Lì, in teoria, ci sono stati alti e bassi”

n

In teoria.
n“Perché in realtà è la televisione che non mi è più assomigliata”.

n

Il riflettore è spesso una droga.
n“Non ho un ego così sviluppato; mio marito, che è psichiatra, mi ripete: ‘Forse devi prendere atto che un po’ ce l’hai anche tu’”.

n

Si arrenda.
n“Concettualmente non mi piace”.

n

E il palco?
n“Amo stare lì sopra, ma senza non sono disperata”.

n

Torniamo a lei con sua figlia…
n“Siamo toste e pure lei ha bisogno di essere amata”.

n

Lei sembra una mamma troppo alta da scalare.
n“Dice?”

n

Sua figlia sembra viverla così.
n“È vero, eppure non mi ci sento; (pausa) nel vedere le puntate ho colto un lato di me vittimistico, e non mi ci riconosco”.

n

Non si è piaciuta.
n“Non tanto”.

n

Ha celebrato la gioia di saltare sopra le cacche delle vacche.
n“Quella sono io”.

n

Ma…
n“Sono arrivata alla fine del programma veramente stremata. Abbiamo sottovalutato la fatica fisica”.

n

Non aveva visto le vecchie puntate?
n“Solo dei ‘meglio di…’ ma senza capire fino in fondo”.

n

Quando ha accettato di partecipare, cosa cercava?
n“Mia figlia. Sapevo quanto ci teneva: da anni che mi chiedeva di partire”.

n

Mentre lei…
n“Da anni vivo la mia carriera con lo spirito del ‘se le cose devono accadere, accadono’”.

n

Santo fatalismo.
n“Da una parte è bellissimo, dall’altra non so se in me c’è una forma di fuga”.

n

Non sgomita.
n“Non mi appartiene, forse sempre per il bisogno di essere amata”.

n

Non ha sgomitato neanche quando a 17 anni doveva sopravvivere con Strehler?
n“Mi ha spaventato solo al primo incontro: si incazzò perché avevo portato un monologo di Mirandolina. ‘Lei è una donna, tu una ragazzina’. Finii su una panchina, a piangere”.

n

E poi?
n“Mi ha insegnato tantissimo, poi sono tornata a Roma per girare ‘Senza fine’, una fiction pessima, chiusa alla seconda puntata”.

n

Dolore.
n“Prima di lasciare il Piccolo, chiamo la direttrice per avvertirla. E lei: ‘Dove vai?’ ‘Ho una soap e mi hanno preso allo Stabile di Genova’. ‘Non dirgli dello Stabile, ma solo della soap, così al massimo ti dà della cogliona; ma se sa di Genova hai chiuso con lui”.

n

Nel curriculum resta “Senza fine”.
nSoap ridicola, ma tutto fa esperienza.

n

Sono trent’anni dal suo “Target”.
n“Poteva andare in onda ancora oggi: la sua chiusura resta un mistero”.

n

Un riflettore gigantesco, all’improvviso.
n“Sentivo i fucili puntati”.

n

Cioè?
n“Avevo la sensazione di dover dimostrare qualcosa, della serie: ora vediamo cosa sai fare”.

n

Le piaceva la fama?
n“Non c’erano i social, quindo vedevi solo il bello. Oggi non è così”.

n

Dopo “Pechino” non li ha letti?
n“Una volta sola e non ci casco più”.

n

Turbata.
n“Mi ci potrei ammalare”.

n

Cosa l’ha ferita.
n“Per l’episodio della mucca c’è chi ha scritto ‘questa madre è disagiata’”.

n

I rapporti con gli altri concorrenti.
n“Ci si vede pochissimo, ma ho di tutti un ricordo positivo”.

n

Ci sarà un preferito.
n“Fiona May mi piace tanto, poi amo molto Chanel (Totti)”.

n

Cosa, in particolare?
n“Chanel ha un approccio alla vita leggero e ironico, come la mamma”.

n

Se sua figlia ha davanti “una montagna troppo alta da scalare”, Chanel ne ha due…
n
“E non je ne po’ frega’ de meno. Coraggiosissima. Fantastica”.

n

Insomma, non è pentita di “Pechino”.
n“Ripartirei, ma con un’altra consapevolezza”.

n

Lei chi è?
nUna persona che ogni mattina si sveglia pronta ad accogliere la vita.

n

L’articolo “A Pechino Express ho mangiato tanto varano perché ero stanchissima. È buono e nutriente. Non leggo più i social, mi ci potrei ammalare. Mi hanno dato della disagiata”: parla Gaia De Laurentiis proviene da Il Fatto Quotidiano.

n