
Roma, 27 febbraio 2026 – La rivoluzione nel trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità prosegue con l’arrivo di orforglipron, un nuovo agonista orale del recettore GLP-1 che, grazie alla sua formulazione in pillole, promette di superare i limiti delle terapie iniettabili finora disponibili. I risultati dello studio clinico di fase 3 ACHIEVE-3, recentemente presentati all’EASD di Vienna e pubblicati su riviste internazionali, come The Lancet, potrebbero segnare un punto di svolta significativo confermano la superiorità di orforglipron rispetto all’unico farmaco orale concorrente, il semaglutide.
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Orforglipron: innovazione nella cura orale del diabete e dell’obesità
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Orforglipron, sviluppato da Eli Lilly, rappresenta un’importante innovazione farmacologica. Si tratta di una piccola molecola non peptidica, capace di essere assorbita efficacemente per via orale senza dover rispettare restrizioni alimentari: può essere assunto in qualsiasi momento della giornata, a differenza del semaglutide orale che richiede precise condizioni di assunzione a stomaco vuoto. Questo rende la terapia molto più semplice e flessibile per i pazienti.
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Il meccanismo d’azione di orforglipron è quello di un agonista del recettore GLP-1, un ormone intestinale che regola l’appetito e la glicemia. Il farmaco riduce la fame stimolando i recettori ipotalamici, rallenta lo svuotamento gastrico per prolungare la sensazione di sazietà, migliora il controllo glicemico stimolando la secrezione insulinica solo in presenza di glucosio elevato, e modula il metabolismo dei grassi favorendo l’utilizzo delle riserve adipose. La sua struttura chimica lo protegge dalla degradazione enzimatica, consentendo l’efficacia in forma orale.
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I risultati dello studio ACHIEVE-3: efficacia superiore e sicurezza controllata
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Lo studio ACHIEVE-3 ha coinvolto 1.698 pazienti con diabete di tipo 2 in diversi Paesi tra cui Stati Uniti, Cina, Messico e Giappone, con un follow-up di 52 settimane. Il trial ha confrontato due dosaggi di orforglipron (12 mg e 36 mg) con due dosaggi di semaglutide orale (7 mg e 14 mg).
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I dati hanno mostrato che orforglipron ha ottenuto una riduzione media dell’emoglobina glicata (HbA1c) dell’1,9% (12 mg) e del 2,2% (36 mg) contro l’1,1% (7 mg) e 1,4% (14 mg) del semaglutide. Inoltre, il 37,1% dei pazienti trattati con la dose più alta di orforglipron ha raggiunto un valore di HbA1c inferiore a 5,7%, quasi tre volte superiore rispetto al 12,5% del gruppo semaglutide.
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Quanto alla perdita di peso, i pazienti hanno ottenuto una riduzione media del 6,7% (12 mg) e del 9,2% (36 mg) con orforglipron, significativamente superiore al 3,7% e 5,3% con semaglutide. In termini pratici, questo si traduce in una perdita media di circa 6,6 kg e 8,9 kg contro rispettivamente 3,6 kg e 5 kg, con un vantaggio relativo del 73,6% nel gruppo orforglipron alla dose più elevata.
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Gli effetti collaterali sono risultati prevalentemente gastrointestinali, di lieve o moderata entità, come nausea e diarrea, con un tasso di interruzione del trattamento dovuto a eventi avversi di circa il doppio rispetto al semaglutide (9-10% vs 4-5%), ma comunque gestibile con titolazione graduale della dose.
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Orforglipron nel trattamento dell’obesità: un’opzione pratica e promettente
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Secondo il dott. Giuseppe Iovino, specialista in chirurgia bariatrica, orforglipron rappresenta la prima pillola GLP-1 disponibile per la cura dell’obesità, eliminando la necessità di iniezioni settimanali o giornaliere richieste da farmaci come Mounjaro o Wegovy. Gli studi clinici di fase 3 hanno dimostrato una perdita di peso fino al 14,7% in 36 settimane, con risultati visibili già dopo 4-6 settimane di trattamento continuativo.
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Il farmaco è consigliato per pazienti adulti con indice di massa corporea (BMI) ≥ 30 kg/m² o ≥ 27 kg/m² se associato a comorbidità correlate al peso, quali diabete tipo 2, ipertensione, dislipidemia o apnea ostruttiva del sonno. La somministrazione è semplice e pratica: una compressa al giorno, preferibilmente a stomaco vuoto al mattino, senza bisogno di refrigerazione, caratteristica che lo rende adatto anche a chi viaggia spesso o teme l’uso degli aghi.
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La perdita di peso media osservata negli studi è di circa il 15% del peso corporeo, che può tradursi in una riduzione di 15-25 kg a seconda del peso iniziale del paziente, specie se accompagnata da dieta equilibrata e attività fisica regolare.
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L’articolo Arriva la nuova pillola orale contro obesità e diabete: primi risultati promettenti proviene da alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale.
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