Le dichiarazioni dei principali leader dei Paesi membri dell’Ue, al termine del Consiglio europeo svoltosi a Bruxelles, si sono concentrate su due dossier principali: da un lato il sostegno all’Ucraina e la ricerca di un modo per superare il veto ungherese sul prestito da 90 miliardi di euro, dall’altro la necessità di contenere gli effetti economici della guerra in Medio Oriente, a partire dall’impennata dei prezzi dell’energia.
n
Il tono più duro è stato quello del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha attaccato frontalmente Viktor Orban definendo il suo comportamento “un atto flagrante di slealtà all’interno dell’Unione europea” e aggiungendo di essere “fermamente convinto che questo lascerà tracce profonde” nei rapporti tra i Ventisette. Orban, invece, è rimasto fermo sulla sua linea: niente via libera ai fondi per Kiev finché non sarà chiarita la questione dell’oleodotto Druzhba, danneggiato in territorio ucraino e vitale per le forniture di greggio a Ungheria e Slovacchia. Secondo diverse fonti diplomatiche, il premier ungherese ha continuato a collegare esplicitamente il dossier ucraino al ripristino delle forniture energetiche, isolandosi però ulteriormente rispetto alla maggioranza dei partner europei. Sul piano politico, interpellato anche sulle indiscrezioni relative a una presunta convergenza con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul blocco dei 90 miliardi destinati a Kiev – un’indiscrezione pubblicata ieri nel tardo pomeriggio dal portale “Politico” – non ha rilasciato dichiarazioni verbali ma ha reagito soltanto con un sorriso, un’alzata di spalle e un gesto evasivo con le braccia, evitando di alimentare direttamente la polemica.
n
Dal lato francese, il presidente Emmanuel Macron ha insistito soprattutto sulla crisi mediorientale e sulla necessità di abbassare immediatamente la tensione. A Bruxelles ha detto che “dobbiamo ovviamente difendere una de-escalation, un ritorno alla stabilità in Medio Oriente”, mentre in un altro passaggio ha chiesto che “i combattimenti si fermino, almeno per alcuni giorni, per dare una possibilità ai negoziati”. Alla questione di un eventuale invio di navi nello stretto di Hormuz, Macron ha aggiunto che la Francia “non parteciperà mai a operazioni per sbloccare lo stretto di Hormuz nel contesto delle ostilità”, pur lasciando aperta la possibilità di contribuire in seguito, “una volta che la situazione sarà più calma”, a un sistema di scorte navali per proteggere il traffico commerciale. È una posizione coerente con l’insistenza francese su una moratoria degli attacchi contro infrastrutture civili, in particolare energetiche e idriche, poi riflessa anche nelle conclusioni del Consiglio. Il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez ha posto l’accento soprattutto sulle conseguenze economiche della guerra. Parlando con i giornalisti a Bruxelles, ha spiegato che l’impatto del conflitto è ormai la priorità immediata del suo governo: “Stiamo lavorando al bilancio, ma nessuno aveva previsto questa guerra. Il governo deve lavorare sulla questione più urgente, e la questione più urgente ora è questa”, cioè l’effetto della guerra su energia ed economia. Nei giorni scorsi, Sanchez aveva anche assicurato a Volodymyr Zelensky, durante una visita a Madrid, che la crisi iraniana non avrebbe distolto l’attenzione europea dall’Ucraina.
n
Leggi anche altre notizie su Nova News
n
Clicca qui e ricevi gli aggiornamenti su WhatsApp
n
Seguici sui canali social di Nova News su Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram
n
L’articolo Consiglio europeo, Merz accusa Orban di “slealtà”, Macron valuta scorte per i mercantili a Hormuz proviene da Agenzia Nova.
n
