Corpi spogliati ed “emozioni” virtuali: l’AI ridefinisce il sesso tra adolescenti con l’allarmante fenomeno della nudificazione digitale

Nel 2026, parlare di “nativi digitali” suona ormai antico: i ragazzi e le ragazze di oggi sono nativi dell’intelligenza artificiale. Quello che dieci anni fa sembrava futuristico oggi è già obsoleto: smartphone, social network, messaggistica istantanea… tutto è superato. Anche il sexting, una volta pratica molto diffusa tra adolescenti, sembra ormai roba da “adulti”. Oggi, spiegano gli studi, i giovani non aspettano più il consenso: il partner viene “spogliato” con un’app.

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Secondo quanto riportato da Leggo, un’indagine della George Mason University di Fairfax, pubblicata su Plos One, rivela come l’intelligenza artificiale generativa stia trasformando le relazioni tra i più giovani. “I recenti progressi nell’intelligenza artificiale generativa hanno inaugurato un cambio di paradigma nella generazione e manipolazione delle immagini. Ormai sono disponibili molti strumenti che consentono agli utenti di creare immagini a partire da input testuali”, spiegano gli autori della ricerca. Gli strumenti disponibili permettono di creare immagini e video partendo da semplici descrizioni testuali. Tra queste possibilità c’è la “nudificazione”: l’AI può rimuovere vestiti da fotografie reali o avatar virtuali, creando contenuti sessuali senza alcun contatto diretto. Lo studio, condotto su 557 adolescenti tra 13 e 17 anni, mostra numeri preoccupanti: il 55,3% ha generato almeno una immagine nudificata propria o di altri, mentre il 54,4% ne ha ricevuta almeno una. Ancora più inquietante, il 36,3% è stato involontario protagonista di immagini circolate online senza consenso, mentre il 33,2% ha acconsentito alla diffusione da parte di amici.

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Questo fenomeno non parla più solo di sessualità: racconta quanto l’AI stia scolpendo un mondo dove i corpi e le emozioni diventano dati, manipolabili e sempre “a portata di clic”. Una tecnologia che promette creatività e libertà estetica, ma che in realtà svuota le relazioni di calore, pudore e spontaneità. La domanda, ormai inquietante, è questa: quanto può un’app sostituire davvero l’intimità, la complicità e il brivido dei rapporti umani? Per i nativi dell’AI, il futuro non è più qualcosa che arriva: è già tra le loro dita, rapido, lucido e freddo.

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