Esplode un casale abbandonato, morti due anarchici a Roma. L’ipotesi choc: preparavano una bomba per un attentato

Due persone sono state trovate senza vita nella mattinata di venerdì all’interno di un casolare crollato nel parco degli Acquedotti, a Roma. Il ritrovamento è avvenuto durante un intervento dei vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di ricerca tra le macerie. L’immobile coinvolto è un casale abbandonato conosciuto come Casale del Sellaretto, situato nei pressi del civico 221 di via delle Capannelle. Secondo le prime informazioni, una delle vittime presentava segni di bruciature, mentre l’altra – probabilmente una giovane donna – mostrava traumi compatibili con il cedimento della struttura.

Nel corso del primo pomeriggio sono emersi ulteriori elementi che hanno orientato le indagini. In particolare, su uno dei corpi è stata riscontrata la mutilazione traumatica di un braccio, circostanza che ha fatto ipotizzare la manipolazione di un ordigno. Successivamente, l’identificazione delle vittime – che sarebbero Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone – ha contribuito a chiarire il contesto dell’accaduto. I due, secondo quanto emerso, apparterrebbero al gruppo di Alfredo Cospito e si trovavano nel casale con l’obiettivo di confezionare una bomba per un attentato, riporta il Corriere.

Le due vittime sono state riconosciute anche grazie ai tatuaggi che avevano sul corpo. L’uomo era stato condannato per attentati a Torino, mentre lei – la Ardizzone – è nota per aver letto il proclama a favore del militante anarco-insurrezionalista nel corso dell’udienza preliminare del procedimento Sibilla. “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato”, le sue parole di fronte al giudice: “Come d’ogni altro Stato, dal momento in cui questo nella sua essenza presuppone l’esercizio del potere militare ed economico di alcuni uomini e donne su altre persone e sul pianeta in generale – riporta il Corriere -. Sono nemica di ogni forma di governo di cui questo si dota, dal momento in cui la scelta tra democrazia e dittatura è solo quella più funzionale a mantenere il controllo sulla popolazione o per essere più precisi: sulla classe oppressa”.

La polizia e i carabinieri hanno transennato l’area attorno al casolare, che secondo gli storici “nasce come casa cantoniera sulla ferrovia Roma-Frascati, voluta da papa Pio IX come prima tratta del progetto di strada ferrata che doveva collegare Roma con Ceprano, ai confini dello Stato Pontificio; la casa cantoniera fu utilizzata fino al 1892, quando fu attivata la ferrovia Roma-Napoli”. Gli agenti hanno prelevato alcuni oggetti che potrebbero essere utili nel corso delle investigazioni. I sanitari hanno invece eseguito una serie di rilievi esterni sui due cadaveri.