Il Senegal chiede un’indagine per “sospetta corruzione” dopo la revoca della Coppa d’Africa

Il governo del Senegal ha chiesto l’apertura di un’indagine internazionale per “sospetta corruzione” all’interno degli organi direttivi della Confederazione africana di calcio (Caf) dopo la decisione di revocare alla nazionale sub-sahariana il titolo della Coppa d’Africa 2025 a favore del Marocco. “Il Senegal respinge categoricamente questo tentativo di espropriazione ingiustificata”, ha dichiarato in un comunicato Marie Rose Khady Fatou Faye, portavoce del governo, denunciando una decisione “di eccezionale gravità” e “palesemente illegale”. Dakar “chiede un’indagine internazionale indipendente sui sospetti di corruzione all’interno degli organi direttivi delle Caf”. Inoltre, “il Senegal si avvarrà di tutti i mezzi legali appropriati, compresi quelli dinanzi ai competenti organi giurisdizionali internazionali, per garantire che sia fatta giustizia e che venga ripristinata la preminenza del risultato sportivo”, sottolinea la dichiarazione, esprimendo la “profonda costernazione” delle autorità di Dakar per un verdetto descritto come “un’interpretazione manifestamente errata del regolamento” e “contraria all’etica sportiva”. Secondo il governo, il titolo è stato “conquistato sul campo, nel rispetto delle regole del gioco”, e metterlo in discussione mina la “verità sul terreno”.

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In precedenza la Federazione calcistica senegalese (Fsf) aveva annunciato il ricorso al Tribunale arbitrale dello sport (Tas) contro la decisione della Caf di revocare la vittoria della sua nazionale alla Coppa d’Africa 2025 e di assegnarla a tavolino al Marocco. “La Federazione calcistica senegalese denuncia questa decisione ingiusta, senza precedenti e inaccettabile, che scredita il calcio africano”, ha affermato la Fsf in un comunicato. “A difesa dei propri diritti e degli interessi del calcio senegalese, la Federazione avvierà, il prima possibile, una procedura di appello presso il Tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna”, ha aggiunto. Intervistato dal quotidiano senegalese “Le Soleil”, il segretario generale della Fsf, Abdoulaye Sow, ha promesso che non restituirà il trofeo al Marocco. “La Caf è corrotta e le reazioni in tutto il mondo a seguito di questa decisione confermano la totale indignazione”, ha dichiarato. “Il presidente della Fsf è in contatto con tutti i soggetti coinvolti. La lotta è tutt’altro che finita. Voglio rassicurare tutti i senegalesi. Il Senegal ha ragione e la vittoria è dalla sua parte. La coppa non lascerà il Paese”, ha aggiunto.

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Ieri sera il comitato d’appello della Caf ha revocato al Senegal il titolo di campione d’Africa, assegnandolo al Marocco due mesi dopo una finale caotica. L’organismo, agendo in seguito a un reclamo presentato dalla Federazione calcistica marocchina, ha annunciato la sua decisione di “dichiarare la nazionale senegalese sconfitta a tavolino”, nonostante la vittoria per 1-0 (dopo i tempi supplementari) della nazionale senegalese, “con il risultato ufficialmente registrato come 3-0” a favore del Marocco. Nel corso della finale giocata a Rabat lo scorso 18 gennaio, diversi giocatori senegalesi avevano temporaneamente lasciato il campo in segno di protesta contro una decisione arbitrale. Poco dopo che un gol del Senegal era stato annullato, l’arbitro aveva assegnato un rigore al Marocco nei minuti di recupero del secondo tempo. Dopo 15 lunghi minuti di confusione, che hanno infine portato al rientro in campo dei giocatori senegalesi, e nel caos che si è riversato sugli spalti con i tifosi senegalesi che lanciavano oggetti e tentavano di invadere il campo, il calciatore marocchino Brahim Diaz aveva tuttavia sbagliato il controverso rigore. Il Senegal aveva poi vinto 1-0 sul campo quella partita.

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