
New York, 20 marzo 2026 – Gli Stati Uniti potenziano la loro presenza militare in Medio Oriente con l’invio di nuove unità navali e migliaia di marines. La decisione, confermata da fonti del Pentagono e riportata dal Wall Street Journal, rappresenta un ulteriore rafforzamento strategico nell’area, particolarmente sensibile a causa delle tensioni con l’Iran.
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Nuove navi inviate in Iran dagli USA
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Il Pentagono ha autorizzato l’invio di circa 2.500 marines appartenenti alla 31st Marine Expeditionary Unit (31st MEU), una delle unità più specializzate nelle operazioni rapide e anfibie del Corpo dei Marine degli Stati Uniti. Questa forza è supportata da un gruppo navale composto da tre navi da guerra, tra cui spicca la moderna USS Tripoli (LHA-7), una nave d’assalto anfibio di classe America, capace di fungere da piattaforma avanzata per velivoli da combattimento e operazioni di sbarco.
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Insieme alla USS Tripoli, operano la USS San Diego (LPD-22) e la USS New Orleans (LPD-18), navi da trasporto anfibio progettate per trasferire Marines, veicoli corazzati leggeri e mezzi da sbarco verso la costa. Il gruppo navale, noto come Amphibious Ready Group, è dotato di capacità operative molto flessibili, che spaziano dall’evacuazione di civili a raid militari e occupazioni temporanee di zone strategiche come l’isola di Kharg, importante terminal petrolifero iraniano.
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Forza aerea e tecnologia avanzata a supporto
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A bordo della USS Tripoli sono imbarcati circa 20 caccia stealth F-35B Lightning II, la versione a decollo corto e atterraggio verticale dell’F-35, tra i sistemi d’arma più avanzati al mondo. Questi velivoli forniscono superiorità aerea, attacchi di precisione e supporto alle truppe di terra. L’unità dispone inoltre di elicotteri d’attacco AH-1Z Viper, multiruolo UH-1Y Venom, convertiplani MV-22 Osprey per il trasporto rapido e elicotteri da carico CH-53, garantendo una notevole flessibilità operativa sia via mare sia via aria.
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Il dispiegamento include anche una componente tecnologica di sistemi senza pilota, con migliaia di droni intercettori destinati a contrastare minacce aeree come droni kamikaze, sempre più utilizzati nella regione.
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Questa nuova mobilitazione segue un primo massiccio invio di unità avvenuto nella settimana precedente, quando il Pentagono ha trasferito la USS Tripoli e la 31st unità di spedizione dei marines, confermando una volontà strategica di rafforzare la presenza militare statunitense nel Golfo Persico e nello stretto di Hormuz, crocevia fondamentale per il commercio energetico globale.
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