Per quanto riguarda il conflitto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha affermato che “in guerra si hanno degli obiettivi, non si hanno scadenze”. In un’intervista a “Il Giornale”, Sa’ar ha anche precisato che, se si hanno delle scadenze, “la strategia migliore è non rivelarle al nemico”. “Grazie alla collaborazione con i nostri amici americani, dobbiamo rimuovere la minaccia esistenziale iraniana sul lungo periodo, perché non desideriamo affrontare una guerra dopo l’altra”, ha sottolineato il ministro.
n
“È forse contro il diritto internazionale agire quando qualcuno vuole eliminarti e produrre l’arma nucleare per farlo?”, ha proseguito Sa’ar, sottolineando che “l’Iran ha attaccato Israele più volte, siamo da tempo in guerra aperta”. Il capo della diplomazia ha poi proseguito, affermando che “l’Europa ha designato le Guardie della rivoluzione, che oggi controllano l’Iran, come organizzazione terroristica”. “Per tutta risposta, il regime iraniano ha dichiarato che tutti gli eserciti europei sono terroristici. E da tempo agisce sul suolo europeo, tramite la sua rete terroristica, supportata anche dalle ambasciate locali”, ha evidenziato Sa’ar. Secondo il ministro, “la fine del regime dipende dal popolo iraniano. E non deve necessariamente avvenire durante la campagna militare. Potrebbe accadere dopo. La cosa più importante è creare le condizioni perché si verifichi”.
n
Sempre nel corso dell’intervista, il ministro Sa’ar ha parlato della situazione nello Stretto di Hormuz, affermando che in quell’area “stiamo assistendo alla pirateria moderna”. “Qui c’è di mezzo la libertà di navigazione e il commercio internazionale. Gli iraniani stanno decidendo selettivamente chi può passare”, ha affermato Sa’ar, sottolineando che “la libertà dei traffici marittimi è d’interesse globale, perché ignorare la minaccia di oggi su Hormuz significa legittimare altri gruppi a far lo stesso in futuro, anche nel Mediterraneo”. “Qualche milizia dalla Libia potrebbe un giorno decidere chi passa e chi no (…) È un problema per la comunità internazionale e quindi anche per gli Stati europei”, ha evidenziato. Infine, il ministro israeliano ha anche sottolineato che non si può ignorare che “l’Iran è l’alleato numero uno della Russia, anche in Ucraina con la fornitura di droni, per cui c’è una contraddizione quando europei e occidentali definiscono quella in Ucraina la nostra guerra e sostengono invece che quella all’Iran non sia la loro guerra”.
n
Leggi anche altre notizie su Nova News
n
Clicca qui e ricevi gli aggiornamenti su WhatsApp
n
Seguici sui canali social di Nova News su Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram
n
L’articolo Iran, il ministro degli Esteri di Israele: “In guerra ci sono obiettivi, non scadenze” proviene da Agenzia Nova.
n
