“L’autista del tram deragliato a Milano era al telefono poco prima dello schianto”

AGI – L’autista alla guida del tram 9 deragliato a Milano il 27 febbraio scorso sarebbe stato al telefono fino a dodici secondi prima che il mezzo andasse a schiantarsi contro un palazzo. La conversazione con un collega sarebbe durata 3 minuti e 40 secondi.

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E’ quanto emerge, secondo quanto anticipato da alcuni quotidiani, dalle indagini svolte dalla Polizia Locale nell’ambito dell’inchiesta della Procura. Più certezze si avranno quando sarà aperta la scatola nera.

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I legali dell’autista del tram: “Non era al telefono” 

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Secondo gli avvocati Mirko Mazzali e Benedetto Tusa la telefonata si sarebbe interrotta almeno un minuto e mezzo prima dello schianto. “La notizia non c’è – commenta all’AGI Mazzali -. Dodici secondi, e a noi in realtà risulta che sono di più, rappresentano un tempo lungo e comunque nel momento dell’incidente non era al telefono”.

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Le accuse per l’autista del tram 

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Il macchinista è indagato per omicidio e lesioni colpose e ha sostenuto di avere perso il controllo del tram a causa di un malore. Nell’incidente persero la vita Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky e rimasero ferite una cinquantina di persone.

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La Procura: “il deragliamento causato dalla velocità elevata” 

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Secondo la procura, l’autista procedeva a “velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura, che si schiantava contro l’edificio posto all’angolo fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, cagionando un disastro ferroviario“.

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Il capo di imputazione per l’autista del tram

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Nel capo d’imputazione si legge che l’autista del tram “ometteva di regolare adeguatamente la velocità del mezzo condotto mentre si trovava in prossimità di una fermata e dell’intersezione stradale fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto” e con “negligenza, imprudenza e imperizia non si avvedeva che lo scambio ferroviario presente appena prima dell’intersezione citata era azionato in direzione ‘sinistra’ e ometteva di azionare il citato scambio in direzione ‘diritto’ e svoltava a sinistra a velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura, che si schiantava contro l’edificio posto all’angolo fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, cagionando un disastro ferroviario“.

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