Lo Stretto di Hormuz paralizzato: il mondo alle prese con lo shock energetico

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È un braccio di mare lungo 60 chilometri e largo 30, eppure da esso dipende l’equilibrio dell’economia mondiale. Da quando l’Iran ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz in risposta all’operazione militare congiunta “Epic Fury” lanciata unilateralmente da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio scorso, i mercati globali non hanno trovato pace.

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Il Wall Street Journal ha parlato del più grande shock energetico dagli anni Settanta. Il Brent è balzato di quasi il 30% dopo lo scoppio della guerra, mentre i prezzi del gas europeo hanno chiuso la settimana con un aumento di circa due terzi. Oggi il greggio oscilla stabilmente oltre i 100 dollari al barile, una soglia psicologica che non si vedeva da anni.

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Il motivo è semplice quanto allarmante: attraverso lo Stretto passa circa un quinto del petrolio mondiale e circa il 20% del commercio mondiale di gas naturale liquefatto, grazie soprattutto al Qatar. Con il traffico marittimo bloccato, più di mille imbarcazioni erano in attesa di passare domenica, con armatori ed equipaggi timorosi di nuovi attacchi dopo che almeno nove navi sono state colpite, l’impatto si propaga a cascata su tutta l’economia globale.

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Le proiezioni sono inquietanti. Secondo Goldman Sachs, se il blocco delle rotte commerciali dovesse persistere per altri due mesi, nazioni come il Qatar e il Kuwait potrebbero vedere la propria economia contrarsi fino al 14%, un crollo che non si registrava dai tempi dell’invasione irachena del 1990. Per l’Arabia Saudita si stima una flessione del 3%, mentre per gli Emirati il colpo potrebbe arrivare al 5%, superando l’impatto economico subito durante il Covid-19.

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Sul fronte diplomatico, Washington ha spinto gli alleati (fallendo però clamorosamente) a formare una coalizione per scortare le petroliere. “Intervenire a Hormuz sarebbe un passo verso il coinvolgimento”, ha detto la premier Meloni, mentre il ministro Antonio Tajani è stato ancora più esplicito: “Serve una soluzione con le Nazioni Unite. Non vedo altra possibilità”.

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foto Navy

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