Magistrati e indagato insieme al convegno per il No: scoppia il caso Trani

Magistrati e indagato insieme al convegno per il No al referendum sulla giustizia: Fratelli d’Italia solleva il caso Trani. Riflettori accesi sull’iniziativa pubblica in programma in vista del voto del 22 e del 23 marzo: presenti allo stesso evento Bernardo Lodispoto, presidente della Provincia Bat e sindaco di Margherita di Savoia, il procuratore capo di Trani Renato Nitti e il sostituto procuratore Francesco Tosto. Come evidenziato da FdI, nelle scorse settimane la Procura di Trani ha avviato un’indagine per corruzione nei confronti dello stesso Lodispoto.

Locandina Trani

Su questo aspetto, ha sottolineato il partito del premier Meloni, sarà la magistratura a chiarire i fatti. Le critiche si concentrano invece sull’opportunità della partecipazione comune all’iniziativa in programma venerdì, dove Nitti e Tosto figurano tra i relatori mentre Lodispoto è previsto in apertura dei lavori. Tranchant la capogruppo di FdI in Commissione Giustizia della Camera Carolina Varchi: “Non è normale. Non lo è per i cittadini, non lo è per chi crede nello Stato, non lo è per chi ogni giorno chiede legalità e trasparenza. Qui non è in discussione il garantismo, che difendiamo sempre. Qui è in discussione la credibilità e il senso delle istituzioni. E quando questa viene meno, si crea un cortocircuito che mina la fiducia dei cittadini che trovano quantomeno inopportuno che accusatori ed accusato siedano accanto in difesa del no al referendum. Non è questo lo Stato che vogliamo, per questo è necessaria la riforma della giustizia”.

Sulla stessa linea anche il vicepresidente vicario di FdI al Senato Raffaele Speranzon: “Il procuratore di Trani Renato Nitti parteciperà venerdì 20 marzo ad un incontro pubblico per il No al referendum insieme, tra gli altri, al presidente della Provincia Bernardo Lodispoto, che è indagato da due settimane dalla stessa Procura di Trani per corruzione. Siamo arrivati al colmo e siamo sempre più convinti che la magistratura debba essere una volta per tutte liberata dall’influenza delle correnti, a garanzia degli stessi giudici per la loro indipendenza e autonomia”. Anche il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Stefano Maullu è intervenuto sulla questione: “Possibile che indagato e indagante siedano allo stesso tavolo? – riporta Trani Live – Si incontrino come nulla fosse? Magari si stringono anche la mano? A noi sembra una cosa anomale, e anche un po’ inquietante”.