Urne aperte domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15 per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia. Alla consultazione potranno partecipare 51.424.729 elettori, di cui 5.477.619 residenti all’estero, chiamati a esprimersi su una delle principali revisioni dell’ordinamento giudiziario degli ultimi anni. Si tratta di un referendum confermativo: gli elettori sono chiamati a esprimersi su un unico quesito, scegliendo tra “Sì” e “No”. Non è previsto quorum, quindi il risultato sarà valido indipendentemente dall’affluenza e sarà determinato dalla maggioranza dei voti validamente espressi. Il voto si svolge nei seggi elettorali del proprio comune di residenza. Per votare è necessario presentarsi con un documento d’identità valido e la tessera elettorale. Gli italiani residenti all’estero votano per corrispondenza. Per alcune categorie di elettori impossibilitati a recarsi al seggio sono previste modalità alternative, come il voto domiciliare secondo la normativa vigente. Lo scrutinio inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi nella giornata di lunedì. Trattandosi di referendum costituzionale, l’esito è immediatamente vincolante.
n
La scheda elettorale contiene un unico quesito: confermare o respingere la legge costituzionale sulla riforma della magistratura approvata dal Parlamento. Ecco il testo completo: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104,105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”. Nel dettaglio, la riforma interviene su diversi aspetti dell’organizzazione della giustizia, in particolare: introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri); prevede la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura (Csm), uno per ciascuna funzione; istituisce una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati; modifica i meccanismi di autogoverno della magistratura, anche attraverso nuovi criteri di selezione. La riforma incide sull’assetto costituzionale della magistratura, senza intervenire direttamente sull’organizzazione dei processi o sui tempi della giustizia.
n
Votare “Sì” significa approvare definitivamente la riforma, consentendone l’entrata in vigore e la successiva attuazione attraverso leggi ordinarie. Votare “No” significa respingere la riforma e mantenere l’attuale sistema, caratterizzato da una magistratura unitaria e da un unico Consiglio superiore. I sostenitori del Sì ritengono che la riforma rafforzi i principi del giusto processo, rendendo più netta la distinzione tra chi accusa e chi giudica. La separazione delle carriere viene considerata uno strumento per garantire maggiore imparzialità del giudice e un equilibrio più marcato tra accusa e difesa. Tra gli argomenti a favore viene inoltre evidenziata la necessità di rivedere il sistema di autogoverno della magistratura, con l’obiettivo di ridurre il peso delle correnti interne e aumentare trasparenza e responsabilità disciplinare. I promotori sottolineano infine che la riforma non comprometterebbe l’autonomia della magistratura, ma ne ridefinirebbe l’organizzazione interna per migliorarne il funzionamento complessivo.
n
I sostenitori del No ritengono invece che la riforma possa indebolire l’indipendenza della magistratura, alterando l’equilibrio tra i poteri dello Stato. In particolare, viene segnalato il rischio che la separazione delle carriere possa incidere sull’autonomia del pubblico ministero. Altri rilievi riguardano la creazione di nuovi organi, considerata da alcuni un elemento di maggiore complessità e di possibile aumento dei costi, senza effetti immediati sull’efficienza della giustizia. Secondo i critici, la riforma interviene sull’assetto istituzionale senza affrontare in modo diretto le principali criticità del sistema giudiziario, come la durata dei processi e l’arretrato. Uno degli elementi più discussi della riforma riguarda l’introduzione del sorteggio nei meccanismi di selezione dei componenti dei Consigli superiori della magistratura. Il sistema prevede che una parte dei membri togati venga individuata attraverso procedure che includono il sorteggio tra magistrati in possesso di determinati requisiti. L’obiettivo dichiarato è ridurre il peso delle correnti interne alla magistratura e limitare dinamiche di appartenenza che negli anni hanno influenzato le nomine e le carriere. Il sorteggio, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbe favorire maggiore imparzialità e trasparenza nella composizione degli organi di autogoverno.
n
Leggi anche altre notizie su Nova News
n
Clicca qui e ricevi gli aggiornamenti su WhatsApp
n
Seguici sui canali social di Nova News su Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram
n
L’articolo Referendum: cittadini alle urne domani e lunedì, ecco come si vota proviene da Agenzia Nova.
n
