Tajani: “Il conflitto in Iran non si risolverà rapidamente, l’Europa lavora per non allargarlo”

La situazione in Iran “non si risolverà troppo rapidamente”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo a “Realpolitik”. “L’Europa vuole lavorare per impedire che ci sia un allargamento del conflitto. Vogliamo lavorare perché ci sia, alla fine, una soluzione diplomatica che permetta a Israele di essere sicuro di non avere a fianco un Paese che vuole cancellarlo dalla carta geografica, avendo la bomba atomica. Quindi l’obiettivo primario è quello di non avere in Iran la bomba atomica. Questo dipende dalle autorità iraniane perché, se accetteranno di non proseguire in questo progetto folle, credo che la guerra si concluderà”, osserva il ministro.

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Se Teheran non dovesse accettare questa opzione, “sarebbe un errore gravissimo perché l’Iran così finirà per isolarsi sempre di più. Tutti i Paesi musulmani dell’area del Golfo che sono stati attaccati incomprensibilmente dall’Iran, oggi sono delle vittime di attacchi con missili e droni e non si capisce perché”. Cercare di bloccare lo stretto di Hormuz “è incomprensibile” e “si ritorcerà contro l’Iran”, conclude Tajani.

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Sulla crisi in Iran, “l’Europa deve fare la sua partita”, come “alleati leali”, ma “non saremo parte di una guerra che non abbiamo deciso e che non abbiamo voluto”, ribadisce Tajani. “L’Europa ha avuto una posizione molto chiara. L’Europa vuole difendere la propria integrità territoriale e, quindi, navi a protezione di Cipro che è stata attaccata da droni iraniani, protezione del traffico mercantile marittimo attraverso il Mar Rosso e il canale di Suez. Procediamo, abbiamo deciso di procedere e di rinforzare la missione Aspides e di rinforzare la missione Atalanta che è quella contro la pirateria. Però non saremo parte di una guerra che non abbiamo deciso, che non abbiamo voluto e che è tra Israele, Stati Uniti e Iran”, spiega Tajani. Per questo “non invieremo navi nello stretto di Hormuz. Magari, quando l’Onu, se vorrà farlo, avrà deciso di garantire la navigabilità di quella parte di mare, potrebbe esserci la partecipazione anche di Paesi europei, ma dovrà essere una scelta e una decisione delle Nazioni Unite per garantire il passaggio di navi attraverso lo stretto di Hormuz. Ma prima bisogna arrivare a un cessato di fuoco, a una pace”, aggiunge il ministro.

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“Noi siamo alleati leali. Alleati leali significa, quando si è d’accordo, dire sì, quando non si è d’accordo, si dice di no. Abbiamo detto no sulla vicenda della Groenlandia. Anche il presidente del Consiglio ha firmato un documento insieme ad altri leader europei per dire che il futuro della Groenlandia lo decide la Groenlandia. Per quanto riguarda Hormuz, abbiamo detto: noi non siamo in guerra, non vogliamo andare in guerra, non vogliamo entrarci in questa guerra. Noi siamo parte della Nato e la Nato ha il dovere di difendere la Turchia, perché la Turchia fa parte della Nato, dagli attacchi iraniani. Infatti, sono stati abbattuti dalle difese della Nato missili iraniani, ma questo è il massimo che si può fare”, prosegue Tajani. “Siamo leali e quando c’è da fare ciò che serve lo facciamo. Abbiamo deciso di aumentare le spese militari per rinforzare il pilastro europeo della Nato. Ma, quando c’è una guerra che non è una nostra guerra, non vedo perché dobbiamo partecipare. Noi condanniamo molte scelte che ha fatto l’Iran, come abbiamo detto che era ingiustificato l’attacco americano contro i civili e penso al bombardamento della scuola dove hanno perso la vita tanti giovani ragazze”, conclude il ministro.

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