Trump: “Gli Usa sono vicini a raggiungere gli obiettivi in Iran, valutiamo una riduzione degli sforzi militari” – DIRETTA

22:42 – Hormuz: Trump, “dovrà essere sorvegliato da Paesi che lo usano, se richiesto aiuteremo”

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Lo Stretto di Hormuz “dovrà essere sorvegliato e controllato, se necessario, da altre nazioni che lo utilizzano”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth Social, sottolineando che gli Usa non usano lo Stretto. “Se richiesto, aiuteremo questi Paesi nei loro sforzi nello Stretto di Hormuz, ma non dovrebbe essere necessario una volta che la minaccia iraniana sarà eliminata”, ha concluso il presidente.

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22:38 – Iran: Trump, molto vicini a raggiungere obiettivi, valutiamo riduzione sforzi militari

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Gli Stati Uniti sono “molto vicini a raggiungere gli obiettivi in Iran”. Lo ha scritto il presidente Donald Trump su Truth Social, evidenziando obiettivi come “degradare completamente la capacità missilistica iraniana, i lanciatori e tutto ciò che ad essi è collegato, distruggere la base industriale della difesa iraniana, eliminare la loro marina e aviazione, inclusi i sistemi di difesa antiaerea”. “Valutiamo la possibilità di ridurre gradualmente i nostri imponenti sforzi militari in Medio Oriente”, ha aggiunto il presidente.

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Inoltre, ha affermato il presidente, tra le priorità ci sono: “non permettere mai all’Iran di avvicinarsi anche solo lontanamente alla capacità nucleare ed essere sempre nella posizione di poter reagire rapidamente e con forza qualora ciò dovesse accadere, e proteggere al massimo livello i nostri alleati in Medio Oriente, inclusi Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e altri”.

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21:56 – Iran: comando militare agli Emirati, attaccheremo la fonte di qualsiasi aggressione a nostro territorio

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L’esercito iraniano attaccherà “la fonte di qualsiasi aggressione al proprio territorio e alla propria sovranità nazionale”. Lo ha annunciato Ebrahim Zolfaghari, il portavoce del comando militare Khatam Al Anibya (quartier generale responsabile del coordinamento delle operazioni militari iraniane), rivolgendosi in particolare agli Emirati Arabi Uniti. “Avvertiamo il Paese degli Emirati che in caso di una nuova aggressione proveniente da quel Paese alle isole iraniane di Abu Musa e Tunb Grande” – due isole strategiche nel Golfo Persico appartenenti all’Iran – “le forze armate colpiranno duramente Ras al Khaimah”, ha detto il portavoce. La città di Ras al Khaimah ospita diverse infrastrutture industriali e portuali che supportano siti di stoccaggio energetico.

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21:04 – Iran: pasdaran annunciano 69ma ondata di attacchi contro obiettivi industriali Usa e Israele

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Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc, pasdaran) ha annunciato la 69ma ondata di attacchi contro obiettivi militari e industriali di Stati Uniti e Israele in Medio Oriente. In una dichiarazione diffusa dall’emittente statale iraniana, i pasdaran hanno riferito che l’operazione è stata “eseguita con successo” e che gli attacchi hanno colpito complessi dell’industria militare, aziende di telecomunicazione e compagnie di supporto al combattimento e che hanno mirato a Tel Aviv, Acre e Haifa. Inoltre, i pasdaran hanno riferito di aver preso di mira la base aerea statunitense Ali al Salem, in Kuwait, e di Al Kharj in Arabia Saudita.

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20:33 – Iran: Araghchi, popolo britannico non ha interesse a unirsi a guerra di Usa e Israele

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La stragrande maggioranza del popolo britannico “non ha alcun interesse a partecipare alla guerra scelta da Israele e Stati Uniti contro l’Iran”. Lo ha detto il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, commentando la decisione del Regno Unito di autorizzare l’uso delle proprie basi militari di Fairford e Diego Garcia agli Stati Uniti per attacchi contro postazioni iraniane che attaccano le navi nello Stretto di Hormuz. Il primo ministro britannico Keir Starmer, “ignorando la volontà del suo popolo, mettendo a disposizione le basi britanniche per azioni aggressive contro l’Iran, mette a rischio la vita dei cittadini britannici”, ha detto Araghchi. L’Iran “eserciterà il suo legittimo diritto di difesa”, ha assicurato il ministro.

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19:34 – Iran: “Cbs”, Pentagono intensifica preparativi per schierare forze di terra nel Paese

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Funzionari del Pentagono hanno iniziato a lavorare su alcuni preparati dettagliati per schierare le forze terrestri statunitensi in Iran. Lo hanno riferito a “Cbs News” fonti informate sulle discussioni. I comandanti militari di alto livello hanno avanzato richieste specifiche volte a prepararsi a questa opzione, sottolineando che il presidente Trump sta ancora valutando la decisione. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato in un comunicato: “È compito del Pentagono effettuare preparativi per offrire al Comandante in Capo la massima flessibilità; questo non significa che il presidente abbia preso una decisione, e come ha detto ieri nello Studio Ovale, non ha intenzione di inviare truppe di terra da nessuna parte al momento”. L’esercito ha inoltre tenuto riunioni per prepararsi a gestire l’eventuale detenzione di soldati e operatori paramilitari iraniani, nel caso in cui il presidente decidesse di mettere piede sul terreno – compreso il luogo in cui gli iraniani verrebbero trasferiti, hanno riferito due fonti. Queste decisioni arrivano mentre il Pentagono sta trasferendo tre navi da guerra e circa 2.200 Marine dalla California verso il Medio Oriente.

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19:01 – Iran: Trump, serviranno 10 anni per ricostruire il Paese

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che all’Iran sarebbero necessari “circa dieci anni” per ricostruire il Paese, dopo l’offensiva militare condotta da Stati Uniti e Israele. In un’intervista con “MS Now”, Trump ha sottolineato che il rovesciamento della leadership teocratica non rappresentava un obiettivo prioritario dell’operazione. “Potrei anche ritirarmi ora e ci vorrebbero comunque dieci anni per ricostruire, ma non è una situazione accettabile”, ha aggiunto, spiegando come una presenza prolungata impedirebbe del tutto la ricostruzione. Trump ha inoltre precisato che Washington potrebbe “eventualmente” influenzare gli equilibri di potere a Teheran, ma che questo non costituisce il punto centrale della strategia: “L’aspetto principale è che non possano ottenere un’arma nucleare”. Trump ha poi sostenuto che gli Stati Uniti hanno “completamente distrutto” la capacità iraniana di sviluppare armamenti nucleari attraverso l’operazione “Midnight Hammer” condotta a giugno, pur riconoscendo la presenza residua di quello che ha definito “pulviscolo nucleare”, ossia uranio arricchito che, secondo gli esperti, sarebbe in gran parte immagazzinato sotto una montagna nei pressi di Isfahan.

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18:20 – Iran: forze Israele, bombardate decine di siti militari a Teheran e nel centro del Paese

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In due ondate di attacchi aerei su Teheran e nell’Iran centrale, durante la notte e questa mattina, l’Aeronautica militare israeliana ha bombardato decine di siti militari iraniani. Lo hanno riferito le Forze di difesa d’Israele (Idf) precisando che, a Teheran, sono state colpite diverse fabbriche di armi, insieme a siti utilizzati per sviluppare componenti per missili balistici. A est di Teheran, l’Aeronautica ha colpito strutture dove erano immagazzinati missili balistici in cui erano operativi, al momento dell’attacco, dei militari iraniani, secondo quanto dichiarato dalle Idf. Infine, le Idf hanno affermato che, nei giorni scorsi, è stato determinato che l’Iran sta lanciando missili balistici contro Israele dal centro del Paese, dopo che Israele ha “degradato la maggior parte delle capacità del regime di lanciare dal Iran occidentale”.

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17:26 – Iran: capo parlamento ai Paesi islamici, possiamo stabilire un nuovo ordine nella regione

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È possibile stabilire un nuovo ordine nella regione del Medio Oriente attraverso accordi bilaterali e multilaterali su economia e sicurezza, affinché tutti i Paesi della regione possano beneficiare di sicurezza senza che i nemici dell’Islam possano intaccarla. Lo ha detto il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, in un messaggio in arabo inviato in occasione della fine del Ramadan. “I benefici di questa regione devono andare esclusivamente ai suoi abitanti”, ha scritto Ghalibaf, in un testo con diversi riferimenti a versetti del Corano. “Dobbiamo considerare Eid al Fitr come una festa di fratellanza e da oggi dobbiamo impegnarci per costruire un nuovo sistema di sicurezza in questa regione basato sulla fratellanza tra di noi e non sulla fiducia nei nemici dell’Islam e sull’obbedienza ai loro ordini. Qualsiasi discordia tra i musulmani favorisce il grande piano dei nostri nemici comuni in questa regione”, ha aggiunto, avvertendo: “l’America sacrifica alla fine tutti i musulmani per realizzare il progetto del Grande Israele e non sarà fedele a nessun patto o alleanza con voi”. La soluzione, ha detto, “è che prendiamo in mano il nostro destino; altrimenti America e Israele trasformeranno tutte le nostre città in Gaza”. Ghalibaf ha anche esortato i Paesi arabi e islamici della regione a smettere di consentire l’uso delle basi statunitensi sul proprio territorio: “Se nessun Paese musulmano permette che le basi militari della banda di Epstein – così si è riferito agli Usa – e dei criminali di Gaza – intendendo Israele – vengano usate contro di noi, non ci sarà alcun confronto da parte nostra”, ha scritto. “E se i paesi musulmani, con fratellanza e cooperazione, governano il destino di questa regione senza interferenze esterne, si creerà una sicurezza duratura per tutti contro ogni nemico”, ha concluso.

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17:14 – Ucraina: “Politico”, Putin offre stop a condivisione intelligence con Iran se Usa faranno lo stesso con Kiev

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La Russia ha proposto agli Stati Uniti di non condividere più informazioni di intelligence con l’Iran se Washington farà altrettanto con l’Ucraina. Lo ha scritto l’edizione europea del portale di informazione “Politico” sulla base di quanto appreso da due persone a conoscenza dei negoziati in corso tra Russia e Usa. Secondo quanto trapelato, l’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev, che è anche amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti, ha avanzato la proposta nel suo ultimo incontro a Miami, in Florida, con l’inviato statunitense Steve Witkoff e con Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump. “Politico” precisa però che gli Stati Uniti hanno respinto la proposta presentata da Dmitriev. Un diplomatico europeo rimasto anonimo ha cercato di ridimensionare il rischio legato alla proposta russa, osservando che “due terzi“ dell’intelligence militare fornita a Kiev al momento proviene dalla Francia, come ha confermato anche il presidente francese Emmanuel Macron lo scorso gennaio.

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17:14 – Iraq: Nato conferma ritiro personale di addestramento e consulenza, missione prosegue da Napoli

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L’ultima parte del personale della Missione di addestramento Nato in Iraq (Nmi) ha lasciato il Paese oggi, venerdì 20 marzo. Lo ha confermato il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo delle forze alleate in Europa (Saceur), attraverso un comunicato ufficiale. La missione ha riorganizzato la propria strategia trasferendo in sicurezza tutto il personale dal Medio Oriente all’Europa. A seguito del ritiro, la missione Nato in Iraq “proseguirà dal Comando delle forze congiunte di Napoli”, si legge nel comunicato. “Desidero ringraziare la Repubblica dell’Iraq e tutti gli alleati che hanno contribuito al trasferimento in sicurezza del personale Nato dall’Iraq”, ha dichiarato Grynkewich. “Desidero inoltre ringraziare gli uomini e le donne della Missione Nato in Iraq, che hanno continuato a svolgere la loro missione durante tutto questo periodo. Sono dei veri professionisti”, ha aggiunto il generale. La Nmi è una missione di consulenza e sviluppo delle capacità, non di combattimento, volta ad assistere l’Iraq nella costruzione di istituzioni e forze di sicurezza più sostenibili, trasparenti, inclusive ed efficaci, affinché il Paese sia in grado di stabilizzarsi, combattere il terrorismo e prevenire in particolare il ritorno dello Stato islamico.

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16:53 – Medio Oriente: Iran propone creazione di una struttura regionale per la sicurezza

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Il governo dell’Iran propone di creare un’organizzazione per la sicurezza del Medio Oriente che coinvolga i Paesi islamici della regione. Lo ha detto il presidente della Repubblica islamica, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso per il capodanno persiano (Nowruz). “Siamo pronti a risolvere tutti i problemi con voi”, ha detto Pezeshkian rivolgendosi ai Paesi della regione. “Per assicurare la pace, proponiamo la creazione di una struttura di sicurezza nel Medio Oriente che includa tutti i Paesi islamici, al fine di ottenere pace, sicurezza e stabilità”. Il Medio Oriente, ha detto, non ha bisogno della presenza di “attori esterni”.

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16:48 – Iran: presidente, Usa e Israele hanno ucciso Ali Khamenei senza motivo

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Stati Uniti e Israele hanno ucciso la Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran, Ali Khamenei, “senza una ragione o una logica”. Lo ha affermato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in un messaggio per il capodanno persiano (Nowruz). “Hanno ucciso il nostro leader e i nostri comandanti senza una ragione o una logica”, ha detto Pezeshkian.

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16:42 – Iran: Reza Pahlavi, nel corso del prossimo anno seppelliremo il regime

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Nel corso del prossimo anno il regime iraniano verrà “seppellito”. Lo ha detto Reza Pahlavi, erede dell’ultimo scià dell’Iran, in un messaggio inviato in occasione del capodanno persiano (Nowruz). “Oggi iniziamo il nuovo anno nel pieno di una battaglia patriottica contro la Repubblica Islamica dell’Iran”, ha detto Pahlavi. “L’anno appena trascorso è stato un anno di organizzazione in vista dell’azione finale. Un anno glorioso di solidarietà nazionale, coraggio senza pari e grandi sacrifici. Un anno che ci ha avvicinato di un passo alla vittoria finale. Un anno che ha dimostrato come la determinazione della nazione iraniana a costruire un futuro libero e prospero sia più forte che mai”, ha detto Pahlavi. “Nell’ultimo anno, Zahhak Zamaneh è stato ucciso e le sue guardie non sono ancora riuscite a dargli sepoltura. Nel corso del prossimo anno, insieme seppelliremo per sempre questo regime di Zahhak”, ha aggiunto l’erede dello scià, menzionando una figura della mitologia persiana, Zahhak Zamaneh, che rappresenta la tirannia e il malvagio. “In questi primi momenti dell’anno, allietiamo i nostri cuori, rafforziamo la nostra unità e procediamo con passi più decisi verso un Iran libero e prospero”, ha augurato Pahlavi.

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16:33 – Iran: Trump, Teheran aveva armi russe e cinesi, ma sono state inutili

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Prima dell’inizio del conflitto l’Iran “aveva ottimi mezzi e armi, attrezzature russe e cinesi, ma erano inutili contro di noi”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando ad un evento alla Casa Bianca. “Abbiamo l’esercito più forte e migliore del mondo, come dimostra il fatto che abbiamo preso il Venezuela nel giro di pochi minuti”.

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16:17 – Iran: Mojtaba Khamenei, attacchi a Turchia e Oman non sono partiti da nostre forze armate

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Gli attacchi aerei che hanno preso di mira Turchia e Oman nelle scorse settimane non sono stati compiuti dalle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran. Lo ha detto la nuova guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, nel messaggio scritto inviato alla popolazione in occasione del capodanno persiano, e diffuso dai media statali. “Vorrei sottolineare che gli attacchi perpetrati in Turchia e in Oman, entrambi Paesi con cui abbiamo buoni rapporti, contro alcune parti di questi Paesi, non sono stati in alcun modo compiuti dalle forze armate della Repubblica Islamica o da altre forze del Fronte di Resistenza”, ha detto Khamenei, affermando che gli attacchi non sono stati compiuti da forze iraniane o dai loro proxy (come il movimento libanese sciita Hezbollah), ma da Israele: “Questo è un trucco che il nemico sionista usa per creare divisioni tra la Repubblica Islamica e i suoi vicini, e potrebbe accadere anche in altri Paesi”, ha detto Khamenei nel suo messaggio.

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16:13 – Iran: Trump, “vogliamo parlare con leader ma sono tutti morti, e a noi va bene così”

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Gli Stati Uniti “vogliono parlare” con la leadership iraniana, “ma non c’è nessuno con cui parlare: la loro leadership è tutta morta. E a noi va bene così”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ad un evento alla Casa Bianca.

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16:13 – Iran: Mojtaba Khamenei, disposto a costruire migliori rapporti con Afghanistan e Pakistan

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La nuova guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha esortato a stabilire “migliori rapporti” con Afghanistan e Pakistan e a non rompere la relazione tra Paesi musulmani. Lo ha detto in un messaggio scritto diffuso dalle emittenti nazionali in occasione del capodanno persiano. “Chiedo ai nostri due Paesi fratelli, ovvero Afghanistan e Pakistan, di stabilire migliori rapporti tra loro per la soddisfazione di Dio e non per rompere la stampella dei musulmani, e sono pronto a prendere le misure necessarie”, ha detto Khamenei.

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16:09 – Iran: Mojtaba Khamenei, media non contribuiscano a narrativa dei nemici

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I media iraniani non devono contribuire alla narrativa del nemico. Lo ha detto la nuova guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in un messaggio scritto diffuso dalle emittenti statali in occasione del capodanno persiano. “Una delle strategie del nemico è la sua operazione mediatica, che in questi giorni mira in particolare alle menti e alla psiche di alcuni cittadini, con l’intento di danneggiare l’unità nazionale e, di conseguenza, la sicurezza nazionale”, ha scritto nel messaggio. “Dobbiamo stare attenti a non permettere, per negligenza nostra e con le nostre stesse mani, che questo sinistro obiettivo si realizzi. Perciò esorto i media del nostro Paese, con tutte le loro possibili differenze di orientamento intellettuale, politico e culturale, a evitare di concentrarsi sui punti deboli. In caso contrario, il nemico potrebbe raggiungere il suo obiettivo”, ha detto Khamenei.

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16:08 – Iran: Trump, “stiamo facendo estremamente bene, non permetteremo abbiano armi nucleari”

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Gli Stati Uniti “stanno andando estremamente bene in Iran, noi abbiamo la migliore marina del mondo, loro non ne hanno più dopo che abbiamo distrutto 58 navi in due giorni”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando ad un evento alla Casa Bianca. “Non permetteremo loro di avere armi nucleari, perché se le avessero, le userebbero”, ha aggiunto Trump.

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16:00 – Iran: Mojtaba Khamenei, speranze di Usa e Israele di rovesciare regime sono state deluse

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La linea del fronte iraniana “è molto più forte di quello che pensano i nemici”, e la speranza dei “nemici” (Stati Uniti e Israele) di rovesciare il regime islamico “entro uno o due giorni” con una rivolta popolare è stata delusa. Lo ha detto la Guida suprema della Repubblica islamica, Mojtaba Khamenei, in un messaggio scritto in occasione del capodanno persiano (Nowruz), diffuso dai media statali. “‎Nell’ultimo anno abbiamo vissuto tre guerre militari e di sicurezza.‎ ‎La linea del fronte iraniana è molto più forte di quanto pensino i nemici”, recita il messaggio. “‎Il nemico pensava che il popolo avrebbe rovesciato il regime islamico entro uno o due giorni”, ha affermato Khamenei, sostenendo che questo non è avvenuto e che “il nemico non è riuscito a dominare e dividere l’Iran”.

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15:50 – Iran: ministero Esteri russo, attacco contro porto di Bandar-e Anzali ha colpito nostri interessi economici

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L’attacco al porto iraniano di Bandar-e Anzali nell’ambito dell’operazione di Stati Uniti e Israele contro Teheran ha colpito gli interessi economici della Russia e degli altri Stati del Caspio. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “Questo importante scalo del Caspio è un nodo commerciale e logistico di grande rilevanza, attivamente utilizzato per garantire gli scambi commerciali tra Russia e Iran, compresi i prodotti alimentari. Sono stati colpiti gli interessi economici della Russia e degli altri Stati del Caspio che mantengono collegamenti di trasporto con l’Iran attraverso questo porto”, ha dichiarato. Zakharova ha aggiunto che la parte russa “invita nuovamente con determinazione alla cessazione urgente delle operazioni militari e alla ripresa degli sforzi per una soluzione politica della situazione in Medio Oriente, che si sta sempre più proiettando nelle regioni vicine”.

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15:47 – Iran: Araghchi, risponderemo senza freni ad attacchi a infrastrutture

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L’Iran ha informazioni di intelligence su piani israeliani per attaccare le infrastrutture e non avrà freni se le proprie infrastrutture verranno attaccate. Lo ha scritto su X il ministro iraniano degli Esteri, Abbas Araghchi, condividendo un video del presidente statunitense Donald Trump che parla di un “punto di non ritorno” e afferma che “gli iraniani avevano in mente di attaccare”. Gli iraniani “sono uomini e donne di principi” e rispondono “solo quando attaccati”, ha scritto Araghchi, aggiungendo che “gli iraniani non attaccano a tradimento gli avversari mentre sono impegnati nel dialogo. Solo quando veniamo attaccati reagiamo con forza”. Il ministro ha affermato: “Abbiamo informazioni di intelligence sui piani israeliani di colpire le infrastrutture. Ripeto: NESSUNA moderazione se le nostre infrastrutture verranno attaccate”. In un altro post, Araghchi ha scritto: “Gli americani non hanno dimenticato come, anche mentre centinaia di militari Usa morivano in Vietnam e l’esito era già scontato, il generale William Westmoreland fu riportato in patria per rassicurare tutti che la guerra stava andando bene, che gli Stati Uniti stavano vincendo”. L’affermazione si riferisce alle dichiarazioni dell’amministrazione Usa e di Trump secondo cui la guerra contro l’Iran sta procedendo bene e gli obiettivi vengono raggiunti. “Come allora, anche oggi il copione è lo stesso: Hegseth (segretario Usa alla Guerra) sale sul palco, e il messaggio è ancora scollegato dalla realtà”, ha scritto Araghchi. “Il governo statunitense afferma una cosa, la realtà ne dice un’altra”, ha concluso.

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15:27 – Iran: ministero Intelligence, arrestati 45 “mercenari separatisti”

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Il ministero dell’intelligence dell’Iran ha arrestato 45 presunti “mercenari separatisti”. Lo ha riferito l’agenzia di stampa “Irib”, citando dichiarazioni delle autorità, spiegando che i presunti “mercenari” sono accusati di aver cospirato per eseguire attacchi contro la Repubblica islamica. Gli arresti sono avvenuti nelle province di Qazvin e Azerbaigian occidentale e comprendono 16 persone accusate di aver condiviso informazioni militari con quella che è stata descritta come “un’emittente ostile”. Altre sei persone sono state identificate come membri di gruppi separatisti, implicati nell’organizzazione di un attacco nella città nord-occidentale di Bukan.

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15:27 – Israele: forze difesa rilevano settimo attacco missilistico del giorno dall’Iran

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Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno rilevato il settimo attacco missilistico lanciato dall’Iran nella giornata di oggi, diretto verso Gerusalemme e il sud dello Stato ebraico. In una nota, le Idf hanno reso noto che “i sistemi difensivi sono in funzione per intercettare la minaccia”. “Negli ultimi minuti, il Comando del fronte interno ha inviato una direttiva precauzionale direttamente ai telefoni cellulari nelle aree interessate”, si legge nella nota, che invita i cittadini “ad agire responsabilmente e a seguire le istruzioni”.

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15:00 – Iran: forze Israele, ucciso comandante senior dell’intelligence

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Le forze di difesa di Israele (Idf) hanno ucciso un comandante senior del ministero dell’Intelligence dell’Iran, Mehdi Rastami Sh’mastan, durante un attacco di precisione a Teheran condotto dall’aeronautica mercoledì 18 marzo. Lo riferisce l’Idf in una nota, spiegando che l’operazione è avvenuta in coordinamento tra Idf, Mossad e Shin Bet (servizio di sicurezza interna). Shmastan è considerato, si legge nella nota dell’Idf, “una figura chiave nel promuovere attività terroristiche contro civili israeliani ed ebrei nel mondo”. Negli ultimi anni “è stato responsabile di avanzare ed eseguire attacchi terroristici contro obiettivi israeliani”. Secondo l’Idf il ministero iraniano dell’Intelligence era “la prima organizzazione di intelligence del regime”, e uno dei “meccanismi centrali di oppressione e terrore”. Il ministero possedeva “avanzate capacità di intelligence” e agiva come “braccio della sorveglianza e dello spionaggio. Shmastan si aggiunge ad altre figure dei vertici militari e politici eliminati dall’esercito israeliano nel corso della guerra contro l’Iran.

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14:56 – Regno Unito: due persone arrestate per tentata irruzione in una base navale scozzese

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Un uomo e donna sono stati arrestati dopo aver tentato di introdursi nella base navale di Faslane, in Scozia. Lo ha reso noto la polizia scozzese. Il tentativo di irruzione risale alle 17 di ieri (le 18 in Italia). La base di Faslane ospita sottomarini britannici inseriti nel sistema di deterrenza nucleare Trident. “Un uomo di 34 anni e una donna di 31 anni sono stati arrestati in relazione all’accaduto e le indagini sono in corso. Poiché la questione è oggetto di un’inchiesta, non rilasceremo ulteriori commenti”, ha riferito un portavoce delle forze dell’ordine. Secondo l’agenzia di stampa britannica “Pa media”, l’uomo arrestato ha cittadinanza iraniana.

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14:55 – Usa: Trump, senza di noi la Nato è una “tigre di carta”, nostri alleati sono dei “codardi”

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato ad attaccare duramente la Nato, definendola “una tigre di carta” e i suoi membri dei “codardi”. “Senza gli Stati Uniti, la Nato è una tigre di carta! Non hanno voluto unirsi alla lotta per fermare un Iran dotato di armi nucleari. Ora che quella lotta è stata vinta militarmente, con pochissimi rischi per loro, si lamentano degli alti prezzi del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono contribuire all’apertura dello Stretto di Hormuz, una semplice manovra militare che è l’unica ragione degli alti prezzi del petrolio. Così facile per loro, con così pochi rischi. CODARDI, e noi RICORDEREMO!”, ha scritto Trump in un post pubblicato su Truth Social.

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14:26 – Israele: forze difesa confermano uccisione capo intelligence forza Basij

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Le Forze di difesa di Israele (Idf) hanno confermato l’uccisione del capo della divisione di intelligence della forza iraniana Basij (unità paramilitare dei pasdaran), Esmail Ahmadi, resa nota nelle scorse ore dai media statali della Repubblica islamica. In un comunicato, le Idf hanno riferito che Ahmadi è stato ucciso nell’attacco lanciato dall’Aeronautica militare all’inizio della settimana a Teheran che ha eliminato il comandante della forza Basij, Gholamreza Soleimani, e diversi altri alti funzionari iraniani. “Ahmadi ha svolto un ruolo centrale nel promuovere ed eseguire attacchi terroristici condotti dalla forza Basij. Era anche responsabile di far rispettare l’ordine pubblico e i valori del regime per conto del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica. Ahmadi ha svolto un ruolo chiave nel guidare importanti operazioni di repressione durante le recenti proteste interne in Iran, usando violenza severa, arresti di massa e forza contro i manifestanti civili”, si legge nel comunicato delle forze israeliane. Secondo le Idf, “la sua eliminazione, insieme a quella del comandante della forza Basij e di altri alti funzionari, costituisce un ulteriore significativo colpo alle strutture di comando e controllo della sicurezza del regime”. (

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14:05 – Hormuz: “Axios”, Usa valutano occupazione isola di Kharg per costringere l’Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz

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L’amministrazione Trump sta valutando piani per occupare o bloccare l’isola iraniana di Kharg per fare pressione sull’Iran affinché riapra lo Stretto di Hormuz. È quanto riferito ad “Axios” da quattro fonti a conoscenza della questione. “(Il presidente Donald Trump) vuole che Hormuz venga aperto. Se per farlo dovrà conquistare l’isola di Kharg, lo farà. Se deciderà di effettuare un’invasione costiera, lo farà. Ma questa decisione non è ancora stata presa”, ha dichiarato una delle fonti. “Abbiamo sempre avuto truppe sul campo nei conflitti, sotto ogni presidente, incluso Trump. So che questa è un’ossessione dei media e capisco le motivazioni politiche, ma il presidente farà ciò che è giusto”, ha detto un secondo alto funzionario, aggiungendo che non è stata ancora presa alcuna decisione. Il contrammiraglio in pensione Mark Montgomery ha dichiarato ad “Axios” che una missione del genere potrebbe esporre le truppe statunitensi a un livello di rischio non necessario, dati i potenziali benefici incerti. “Se conquistiamo l’isola di Kharg, chiuderanno il rubinetto dall’altra parte. Non è che controlliamo la loro produzione di petrolio”, ha affermato Montgomery, aggiungendo che è più probabile che, dopo circa altre due settimane di attacchi volti a indebolire le capacità dell’Iran, gli Stati Uniti avrebbero inviato cacciatorpediniere e aerei nello Stretto di Hormuz per scortare le petroliere, eliminando la necessità di un’invasione.

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Lo scorso 13 marzo l’esercito statunitense ha condotto massicci attacchi aerei contro decine di obiettivi militari sull’isola di Kharg. L’attacco, secondo le fonti citte da “Axios”, è stato un “avvertimento” per convincere gli iraniani a riaprire lo Stretto di Hormuz, ma è stato anche un passo preparatorio per indebolire le capacità militari dell’Iran sull’isola e gettare le basi per una potenziale operazione di terra.
n“Possiamo distruggere l’isola quando vogliamo. La chiamo la piccola isola che si trova lì, completamente indifesa. Abbiamo distrutto tutto tranne le tubature. Abbiamo lasciato le tubature perché ricostruirle richiederebbe anni”, ha detto Trump ieri, aggiungendo che non intende “inviare truppe da nessuna parte”, pur aggiungendo: “Se lo stessi facendo, di certo non ve lo direi”. Un’altra opzione, secondo le stesse fonti, prevede di imporre un blocco navale e impedire alle petroliere di raggiungere l’isola. Una fonte ha affermato che sono stati persino consultati gli avvocati del Pentagono per ottenere pareri sulla legalità di tali potenziali mosse. Oltre al corpo di spedizione dei Marines, composto da 2.500 uomini, che arriverà entro pochi giorni, altre due unità di dimensioni simili si dirigeranno verso la regione. La Casa Bianca e il Pentagono stanno discutendo di ulteriori rinforzi, ma non è stata ancora presa alcuna decisione.

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13:29 – Iraq: media, sospensione temporanea attività di addestramento Nato, ritirati 600 membri staff

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La Nato ha sospeso le attività di addestramento della propria missione in Iraq (Nmi) e ha ritirato circa 600 membri del personale, mentre è in corso dal 28 febbraio il conflitto in Medio Oriente. Lo riferisce il sito web d’informazione iracheno “Iraqi News”, secondo cui la decisione dell’Alleanza di sospendere la missione fa seguito alla crescente crisi scatenata dagli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, che ha causato gravi preoccupazioni in materia di sicurezza per i militari stranieri di stanza in Iraq. Funzionari citati da “Iraqi News” hanno affermato che la sospensione è temporanea. Nella mattinata di ieri, 19 febbraio, il primo ministro iracheno, Mohammed Shia al Sudani, ha parlato con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, sottolineando la necessità di evitare un’ulteriore escalation e di promuovere la diplomazia. Al Sudani ha suggerito ai Paesi membri della Nato di evitare di essere coinvolti attivamente nella guerra.

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L’operazione della Nato in Iraq, avviata nel 2018 su richiesta del governo di Baghdad, si è concentrata sull’addestramento e la consulenza al personale di sicurezza iracheno. Il suo ruolo è cresciuto nel tempo nell’ambito di più ampi sforzi internazionali volti a potenziare le capacità militari e istituzionali dell’Iraq, e a prevenire una ripresa delle attività dello Stato islamico nel Paese. La sospensione della missione, sottolinea “Iraqi News”, è considerata “un duro colpo per i continui sforzi di stabilizzazione, soprattutto considerando il ruolo fondamentale della Nato nell’assistere l’Iraq nella lotta contro le organizzazioni terroristiche nell’ultimo decennio”.

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13:00 – Bahrein: forze armate, distrutti 141 missili e 242 droni da inizio guerra

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Le difese aeree del Regno del Bahrein hanno “intercettato e distrutto 141 missili e 242 droni” dall’inizio degli attacchi dell’Iran. Lo hanno annunciato le forze armate del Bahrein, sottolineando che “i sistemi di difesa aerea continuano a contrastare le diverse ondate di attacchi terroristici e criminali da parte dell’Iran”. Le forze del Paese del Golfo hanno “espresso orgoglio e soddisfazione per la prontezza operativa avanzata, l’elevata vigilanza e la costante efficienza operativa dimostrate dai propri uomini a tutela del Regno”.

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12:48 – Libano: forze Israele, oltre 2 mila obiettivi Hezbollah colpiti nel sud da inizio operazione

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Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver colpito finora “oltre 2 mila obiettivi terroristici” nel sud del Libano, “tra cui circa 120 posti di comando di Hezbollah (movimento sciita filo-iraniano), oltre 100 depositi di armi e più di 130 lanciatori di missili”. In una nota su Telegram, le Idf hanno aggiunto che “oltre 570 terroristi di Hezbollah sono stati eliminati”. Tra questi, si legge nella nota, “circa 220 membri della forza Radwan (unità militare speciale di Hezbollah, circa 150 operatori di missili superficie-superficie, due comandanti con grado equivalente a generale di divisione, quattro comandanti con grado equivalente a generale di brigata, otto comandanti con grado equivalente a colonnello e 22 comandanti a livello di battaglione”. Le Idf hanno precisato che “continuano operazioni di terra mirate nel Libano meridionale contro l’organizzazione terroristica Hezbollah”.

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12:40 – Siria: Netanyahu ordina a Idf di colpire “infrastrutture regime” a Suwayda dopo attacchi a drusi

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Israel Katz, hanno “dato istruzioni alle Forze di difesa (Idf) di colpire infrastrutture appartenenti al regime siriano nell’area di Suwayda”, come risposta “diretta agli attacchi contro la popolazione drusa nel sud della Siria”. Lo ha reso noto lo stesso Katz in una dichiarazione. “Il messaggio al regime siriano è chiaro e deciso: Israele non resterà a guardare e non permetterà a nessuno di colpire i drusi sfruttando la nostra guerra contro il regime terroristico iraniano e contro l’organizzazione Hezbollah in Libano”, ha sottolineato il ministro della Difesa.

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12:30 – Russia-Israele: protesta di Mosca all’ambasciatore Yosef dopo ferimento giornalisti ”Rt” in Libano

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 Il ministero degli Esteri russo ha consegnato all’ambasciatore israeliano a Mosca, Oded Yosef, una nota di protesta dopo che due giornalisti dell’emittente russa “Rt” sono rimasti feriti in un attacco missilistico israeliano nel sud del Libano. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Mosca. La parte russa ha sottolineato la necessità di condurre un’indagine approfondita sulle circostanze di quanto accaduto e di non consentire simili episodi in futuro.

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Un giornalista di Russia Today e il cameraman feriti in un raid israeliano nel sud del Libano – video

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12:26 – Iran: media, nuove esplosioni in diverse città del Paese

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Sono state segnalate oggi nuove esplosioni e attività di aerei da combattimento in diverse città iraniane. Lo riferisce l’emittente vicina all’opposizione iraniana con sede a Londra “Iran International”, citando fonti, secondo cui ci sono state attività di aerei a reazione sopra Nurabad, nello shahrestan (divisione amministrativa di secondo livello, dopo la provincia) di Mamasani. Nel frattempo, si sarebbero verificate esplosioni a Yazd e un’esplosione sarebbe stata udita a Bushehr. Inoltre, aggiunge l’emittente, ci sono stati anche attacchi a una base aerea a Bandar Abbas, con quattro forti esplosioni. A Semnan, sono stati segnalati attacchi contro diverse località, tra cui una base dei Basij, l’unità paramilitare del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (i pasdaran) e un sito degli stessi pasdaran, mentre sarebbe stata presa di mira anche un’area vicino a Shahmirzad. Altre fonti riferiscono che il sito missilistico di Chamran, nella contea di Jam, nella provincia di Bushehr, è stato bombardato.

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12:16 – Emirati: 109 arresti per immagini sulla guerra pubblicate online

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La polizia di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, ha arrestato 109 persone di varie nazionalità che hanno filmato luoghi ed eventi e diffuso informazioni “inesatte” sui social media nel contesto delle attuali tensioni regionali. Lo riferisce il quotidiano emiratino “Gulf News”, secondo cui le autorità di Abu Dhabi hanno affermato che tali azioni potrebbero influenzare l’opinione pubblica e diffondere voci tra i membri della comunità. La polizia ha adottato misure legali e amministrative nei confronti delle persone coinvolte, nell’ambito degli sforzi continui volti a monitorare le violazioni legate all’uso improprio dei social media. Secondo quanto riportato, finora: 45 persone sono state fermate la scorsa settimana ad Abu Dhabi dalla Direzione delle indagini penali per aver filmato luoghi pubblici e condiviso contenuti “fuorvianti” online; 35 persone arrestate nel fine settimana dal Procuratore generale degli Emirati per aver pubblicato video e immagini relativi agli attacchi dell’Iran; nei confronti di dieci imputati, il Procuratore generale degli Emirati, Hamad Saif al Shamsi, ha disposto l’arresto per aver pubblicato filmati “fuorvianti e falsi”, tra cui riprese reali e generate dall’intelligenza artificiale; altre 109 persone precedentemente arrestate dalla polizia di Abu Dhabi per aver filmato luoghi e diffuso informazioni “inesatte” online. Le autorità emiratine hanno sottolineato che tali comportamenti violano le leggi, minacciano la sicurezza della comunità e ostacolano le procedure ufficiali. Il pubblico è stato esortato a “fare affidamento esclusivamente su fonti autorizzate e ad astenersi dal condividere contenuti non verificati per salvaguardare la sicurezza personale e quella nazionale”.

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12:10 – Iran: media, ucciso comandante forze aerospaziali dei pasdaran

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Il comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell’Iran (i pasdaran), Mehdi Qureishi, è stato ucciso in recenti attacchi aerei lanciati da Israele e Stati Uniti a Isfahan. Lo riporta “Iran International”, emittente iraniana di opposizione con sede a Londra.

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11:38 – Iran: Houthi esprimono vicinanza contro attacchi di Israele e Stati Uniti

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Il movimento yemenita sciita Ansar Allah, meglio noto come Houthi, ha espresso la sua vicinanza alla Repubblica islamica dell’Iran contro gli attacchi di Israele e Stati Uniti. In una dichiarazione rilasciata in occasione dell’Eid al Fitr (la ricorrenza islamica che celebra la fine del Ramadan) e ripresa dall’emittente “Al Masirah”, l’ufficio politico degli Houthi ha espresso le sue “più calorose congratulazioni e benedizioni” alla guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, sottolineando che la Repubblica islamica sta scrivendo “un’epopea di fede, libertà e dignità a nome dell’Ummah (la comunità musulmana globale)”. Il gruppo yemenita ha poi affermato la sua “solidarietà” ai combattenti del movimento libanese Hezbollah e delle fazioni della resistenza in Iraq, “insieme a tutti coloro che affrontano la criminale aggressione sionista-americana”. L’ufficio politico degli Houthi ha invitato i Paesi arabi e musulmani a “unire le proprie forze e posizioni”, sollecitando un’azione collettiva “in risposta ad Allah e al suo messaggero (Maometto)” e a sostegno “della Palestina e della sua giusta causa”.

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10:57 – Iran: Tajani, non siamo in guerra e non ci entriamo

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“Noi non siamo in guerra e non entriamo in guerra”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite di “ReStart” su Rai3. “Continuiamo a fare il nostro dovere nel Mar Rosso proteggendo il traffico marittimo con la Missione Aspides, e proteggendo il traffico marittimo molto al largo di Hormuz con la missione Atalanta”, ha affermato Tajani. “Credo che ci vorrà ancora qualche settimana” prima della fine della guerra, ha poi detto il ministro, aggiungendo: “Rubio (il segretario di Stato Usa) mi disse che sarebbe durata almeno sette settimane”.

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10:30 – Israele: raffineria Haifa segnala nuovi danni dopo attacco iraniano, produzione quasi ripristinata

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La raffineria Bazan di Haifa ha segnalato nuovi danni alle infrastrutture a seguito di un attacco missilistico iraniano, indicando che saranno necessari “alcuni giorni” per il pieno ripristino delle attività. Lo riferisce il quotidiano israeliano “Times of Israel”. Secondo quanto comunicato dalla società in una nota alla Borsa di Tel Aviv, i danni riguardano “infrastrutture esterne appartenenti a terzi”, ritenute essenziali per le operazioni del sito, ma situate al di fuori dell’area della raffineria. La maggior parte della produzione risulta comunque attiva, mentre le restanti attività sono in fase di riavvio. Il ministro dell’Energia israeliano, Eli Cohen, aveva dichiarato nelle ore successive all’attacco che “non sono stati causati danni significativi alle infrastrutture”, attribuendo l’impatto a frammenti derivanti dall’intercettazione di un missile. Non si registrano feriti. L’attacco si inserisce nel quadro dell’escalation tra Iran e Israele, con Teheran che negli ultimi giorni ha preso di mira infrastrutture energetiche israeliane e nel Golfo in risposta al bombardamento del sito gasiero di South Pars. Nel giugno 2025, durante un precedente confronto tra Iran e Israele, tre lavoratori della raffineria erano rimasti uccisi in un incendio causato da un attacco missilistico.

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10:21 – Iran: forze Israele confermano uccisione portavoce pasdaran, “propagandista del regime”

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Le Forze di difesa di Israele (Idf) hanno confermato di aver ucciso il portavoce del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell’Iran (Irgc, i pasdaran), Ali Mohammad Naini. “Nel corso degli anni, Naini ha svolto diversi ruoli di propaganda e relazioni pubbliche. Negli ultimi due anni, è stato il principale propagandista dell’Irgc come parte del regime terroristico iraniano”, hanno riferito le Idf in un comunicato, sottolineando che il portavoce ucciso “ha diffuso la propaganda terroristica del regime ai suoi delegati in tutto il Medio Oriente, al fine di influenzare e promuovere attacchi terroristici contro lo Stato di Israele da diversi fronti”. Le forze israeliane, si legge nel comunicato, “continueranno a operare con determinazione contro i comandanti e i funzionari di alto rango del regime terroristico iraniano”.

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10:19 – Iran: Ghalibaf, F-35 “colpito per la prima volta”, segnale contro supremazia Usa

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Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che un caccia statunitense F-35 sarebbe stato colpito “per la prima volta”, definendo l’episodio un segnale simbolico contro quella che ha descritto come la supremazia militare degli Stati Uniti. “L’F-35 non era solo un caccia, ma un simbolo di invincibilità e arroganza dell’esercito americano”, ha scritto Ghalibaf in un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, aggiungendo che si trattava di “un simbolo che si sosteneva invisibile e superiore a ogni potenza”. Secondo il presidente del Majles, il velivolo sarebbe stato “colpito per la prima volta al mondo”, interpretando l’episodio come “un momento di rottura di un ordine” internazionale. Secondo fonti citate dalla “Cnn”, un caccia F-35 statunitense è stato costretto a effettuare un atterraggio di emergenza in una base Usa in Medio Oriente mentre era impegnato in una missione sopra l’Iran. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha riferito che l’aereo è atterrato in sicurezza e che l’incidente è oggetto di indagine, senza confermare un coinvolgimento diretto di attacchi iraniani.

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10:12 – Medio Oriente: Erdogan, Israele ha massacrato migliaia di persone, ne pagherà il prezzo

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Israele “ha massacrato migliaia di persone” nella regione del Medio Oriente “in subbuglio”, e “ne pagherà il prezzo, se Dio vuole”. Lo ha detto il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, dopo aver partecipato alla preghiera dell’Eid al Fitr (la ricorrenza musulmana che celebra la fine del Ramadan) presso la Moschea di Guneysu, nella sua città natale Rize. “Ci siamo lasciati alle spalle il benedetto Ramadan. Che Allah conceda che l’Eid al Fitr sia un mezzo di salvezza e di rinascita per tutto il mondo islamico. Che sia anche un mezzo di unità, fratellanza e solidarietà nel nostro Paese”, ha affermato Erdogan.

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09:57 – Golfo: Qatar, Kuwat ed Emirati limitano preghiere Eid al Fitr all’aperto per motivi sicurezza

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Le autorità di Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno ordinato che le preghiere dell’Eid al Fitr, la ricorrenza religiosa musulmana che segna la fine del mese del Ramadan, si svolgano quest’anno solo all’interno delle moschee, e non all’aperto, per motivi di sicurezza. Lo riporta l’emittente qatariota “Al Jazeera”. La decisione di limitare gli assembramenti religiosi all’aperto è stata presa a scopo precauzionale, alla luce delle crescenti tensioni regionali dovute alla guerra in Iran.

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09:44 – Iran: media, ucciso alto funzionario intelligence forza Basij

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L’alto funzionario dell’intelligence della forza iraniana Basij (unità paramilitare dei pasdaran) Esmail Ahmadi è stato ucciso in un attacco. Lo ha riferito l’agenzia di stampa “Tasnim”, descrivendo Ahmadi come “uno dei pilastri più importanti dell’organizzazione Basij”.

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09:39 – Iran: Khamenei, “bisogna minare la sicurezza ai nemici interni ed esterni”

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Bisogna “minare la sicurezza ai nemici interni ed esterni” dell’Iran, e “garantire” al tempo stesso quella dei cittadini iraniani. Lo ha scritto su X la guida suprema dell’Iran, ayatollah Mojtaba Khamenei, in una nota di cordoglio per l’uccisione del “laborioso” ministro dell’Intelligence Esmaeil Khatib. “Che Dio lo benedica e gli conceda la pace”, si legge nel messaggio. “Indubbiamente, il suo posto vacante deve essere colmato con il raddoppio degli sforzi degli altri funzionari e dipendenti di questo delicato ministero”, ha sottolineato Khamenei.

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09:28 – Libano: forze Israele lanciano nuovi raid nel sud, due morti e un ferito

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Un raid lanciato questa mattina all’alba dalle Forze di difesa di Israele (Idf) in un’abitazione a Bafliyeh, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, ha provocato due morti e un ferito. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale libanese “Nna”, aggiungendo che le Idf hanno bombardato altre località nel sud, come Bint Jbeil e Al Tayri, lanciando nel contempo nuovi raid su Kfar Tebnit per la seconda volta in meno di mezz’ora.

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09:20 – Iran: pasdaran confermano morte del portavoce Ali Mohammad Naini

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 Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell’Iran (i pasdaran) ha confermato la morte del suo portavoce, Ali Mohammad Naini. La notizia era stata riportata in precedenza dai media iraniani statali, secondo cui Naini è stato ucciso da un attacco aereo israelo-statunitense. Naini “è stato martirizzato in un vile e criminale attacco terroristico condotto dalla parte americano-sionista all’alba”, hanno riferito i pasdaran. Nelle scorse ore, il portavoce ucciso aveva affermato che la Repubblica islamica dell’Iran sta continuando a produrre missili, nonostante la guerra in corso, e che non vi sono carenze nelle scorte. “Non c’è motivo di preoccuparsi a questo proposito”, aveva aggiunto Naini, sottolineando che il conflitto con Israele e Stati Uniti continuerà. “Le persone si aspettano che la guerra continui finché il nemico non sarà completamente annientato”, aveva detto il portavoce dei pasdaran, in riferimento all’opinione pubblica iraniana.

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08:42 – Israele: riservista accusato di spionaggio a favore dell’Iran

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Un riservista israeliano addetto al sistema di difesa aerea Iron Dome è stato arrestato con l’accusa di spionaggio a favore dell’Iran. Lo riporta il quotidiano “Times of Israel”. Secondo una dichiarazione della polizia e dell’agenzia di intelligence interna Shin Bet, l’arrestato, Raz Cohen, di 26 anni e residente a Gerusalemme, sarebbe stato in contatto per mesi con agenti iraniani e avrebbe svolto diverse missioni per loro, tra cui la trasmissione di informazioni riservate in cambio di denaro.

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08:11 – Iran: portavoce pasdaran, continua la produzione di missili, nessuna carenza nelle scorte

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La Repubblica islamica dell’Iran continua a produrre missili e non vi sono carenze nelle scorte. Lo ha riferito il portavoce del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (i pasdaran), Ali Mohammad Naini, citato dai media iraniani. “Non c’è motivo di preoccuparsi a questo proposito”, ha aggiunto Naini, sottolineando che il conflitto con Israele e Stati Uniti continuerà. “Le persone si aspettano che la guerra continui finché il nemico non sarà completamente annientato”, ha detto il portavoce dei pasdaran, in riferimento all’opinione pubblica iraniana. Nella serata di ieri, nella sua prima conferenza stampa dall’inizio della guerra, scoppiata lo scorso 28 febbraio, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato: “Dopo 20 giorni, posso dirvi che oggi l’Iran non è in grado né di arricchire l’uranio né di produrre missili balistici”.

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08:04 – Israele: forze difesa, identificati missili dall’Iran, sistemi antiaerei in funzione

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Le Forze di difesa di Israele (Idf) hanno identificato dei missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato ebraico. Lo hanno reso noto le stesse Idf in un comunicato, spiegando che “i sistemi antiaerei sono in funzione per intercettare la minaccia”. “Negli ultimi minuti, il Comando del fronte interno ha inviato una direttiva precauzionale direttamente ai telefoni cellulari nelle aree interessate. I cittadini sono invitati ad agire responsabilmente e a seguire le istruzioni”, si legge nel comunicato.

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05:24 – Iran: accoglienza ufficiale per la nazionale femminile di calcio rientrata dall’Australia

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Le autorità dell’Iran hanno accolto con una cerimonia ufficiale la nazionale femminile di calcio rientrata dall’Australia, dopo il caso delle richieste di asilo poi ritirate da alcune giocatrici. Migliaia di persone hanno partecipato alla cerimonia in piazza Valiasr, a Teheran, con bandiere nazionali e slogan a sostegno della squadra. Il presidente della federazione calcistica, Mehdi Taj, ha dichiarato che le atlete sono “leali alla patria, alla bandiera, alla guida e alla rivoluzione”.Sei atlete e un membro dello staff avevano chiesto asilo durante la Coppa d’Asia femminile, dopo le critiche ricevute in patria per non aver cantato l’inno nazionale prima della prima partita e sulla base di indiscrezioni della stampa internazionali in merito a presunte intimidazioni ricevute dai loro familiari. Cinque di loro hanno successivamente ritirato la domanda e sono rientrate in patria con la squadra.

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05:09 – Iran: in arrivo nella regione ulteriori forze statunitensi

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Gli Stati Uniti si preparano a inviare nuove forze militari per rafforzare le operazioni contro l’Iran, secondo indiscrezioni di fonti informate citate dall’emittente televisiva Usa “Newsmax”. Il dispiegamento includerebbe diverse navi da guerra e circa 4.000 tra marines e marinai. Tra le unità coinvolte figura il gruppo anfibio Boxer, partito dalla costa occidentale statunitense, dotato anche di caccia F-35 Lightning II, missili e mezzi anfibi per operazioni terrestri. La notizia segue il recente invio in Medio Oriente di circa 2.500 marines e della nave d’assalto anfibia Uss Tripoli.

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04:48 – Iran: Israele sferra nuova ondata di attacchi aerei su Teheran

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Israele ha annunciato l’avvio di una “massiccia ondata” di attacchi contro la capitale dell’Iran, Teheran, sostenendo di aver preso di mira “infrastrutture terroristiche”. Nelle ultime 24 ore l’aviazione israeliana ha riferito di aver condotto decine di raid, colpendo oltre 130 obiettivi tra Iran occidentale e centrale. Secondo fonti sul posto, diverse esplosioni sono state udite nella parte orientale e nel centro della capitale, con più attacchi registrati in rapida successione. Le difese aeree iraniane risultano ancora parzialmente attive, con traccianti visibili nel cielo. L’escalation segue il lancio, da parte dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, di due ondate di missili balistici contro Israele nella giornata di ieri. Un missile avrebbe colpito anche la raffineria petrolifera di Haifa, la più grande di Israele.

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L’articolo Trump: “Gli Usa sono vicini a raggiungere gli obiettivi in Iran, valutiamo una riduzione degli sforzi militari” – DIRETTA proviene da Agenzia Nova.

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