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ROMA – Rino Piroscia è un vulcano: sforna a getto continuo idee, progetti, podcast e libri. Insegnante per tanti anni, e fino alla pensione, negli anni si è trasformato in scrittore e divulgatore. Con i giovani sempre come tema centrale, come si rapportano i ragazzi e le ragazze di oggi con le generazioni boomer. Piroscia da sempre ha tenuto incontri nelle scuole e nelle università, ha organizzato convegni in Italia e all’estero. Tanti eventi dove ha soprattutto ascoltato e preso nota di quello che alle nuove generazioni sta più a cuore. Oggi queste esperienze, e tutte queste ‘voci’, si sono trasferite in un nuovo libro: ‘Nell’era del wifi. La transizione da Boomer a Gen Z’ (Armando Curcio editore).
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“Un libro necessario- dice Piroscia nella videointervista rilasciata all’agenzia Dire- per educatori, genitori, studenti, manager e chiunque voglia costruire un futuro più unito, nonostante le differenze, grazie al confronto e alla condivisione”. Importante anche la prefazione, scritta poco prima della scomparsa, di Maria Rita Parsi, tra le più importanti psicoterapeute non solo in Italia. “Viviamo in un tempo che ha cambiato i codici della comunicazione e dell’appartenenza– scrive Parsi- lo schermo ha sostituito il volto, la connessione digitale ha preso il posto della stretta di mano, eppure il bisogno resta lo stesso: essere riconosciuti, amati, ascoltati”.
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“E’ vero- dice Piroscia- oggi tutto è cambiato dal punto di vista della velocità, diventata istantaneità anche nelle relazioni. Mi sono chiesto perché i giovani e i boomer non si capiscono. C’è una differenza veramente enorme di codice comportamentali e comunicativi, anche di appartenenza addirittura. Allora ho intervistato circa 300 giovani attraverso il mio Rino talks, il podcast dove faccio confluire tutte le generazioni e a cui il libro è collegato. Ho cercato di capire, è vero che i giovani non ascoltano gli anziani o siamo noi adulti che diamo poca attenzione a loro? Ecco, ho intervistato anche di adulti come me, boomer come ci definiscono, per capire se danno attenzione ma per la Gen Z l’attenzione non è più rilevante. Nel senso che il giovane è disponibile ad uno scambio esperienziale, quindi se riceve esperienze e quella esperienza la ritiene opportuna per migliorare le sue performance, il suo modo di vedere la vita, hai voglia se ci ascolta. Quindi è quello che vuole trasmettere il libro agli educatori e un po’ a tutte le generazioni che sono in mezzo” sottolinea Piroscia.
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Bisogna interagire con le nuove generazioni anche nel mondo del lavoro. “Con gli strumenti che abbiamo oggi- spiega Piroscia che nelle sue molteplici attività vanta anche esperienza sindacale- si possono creare possibilità alle aziende, per esempio di utilizzare tutti gli strumenti dell’apprendistato per facilitare l’ingresso di forze giovani. Questo libro contiene tante testimonianze, si crea una sorta di rete“. Per la presentazione del libro, in varie città italiane, il punto su cui Piroscia insiste è il fine educativo: “Assolutamente, per me è un libro intergenerazionale proprio perché parla a tutte le generazioni. Facendo attenzione al senso di rabbia che c’è tra i giovani, sono molto arrabbiati, soprattutto in questi tempi di guerra. Ti dicono: perché dovrei andare in guerra perché devo essere io a pagare il benessere di cui tu hai goduto finora?”.
Fare attenzione a questo, tenendo presente che oggi le nuove generazioni hanno “hanno forte capacità critica, addirittura molti di loro si rendono autonomi appena un minuto dopo che finisce di squillare la campanella della scuola. Ecco, negli incontri che svolgerò nelle scuole in giro per l’Italia, con i docenti e gli studenti proseguiremo e rafforzeremo questo dialogo intergenerazionale” ha concluso.
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L’articolo VIDEO | Nell’era del wifi, la transizione da Boomer a Gen Z proviene da Agenzia Dire.
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