Vincent Bolloré è stato rinviato a giudizio davanti al tribunale penale con l’accusa di aver corrotto un pubblico ufficiale straniero in Togo. La sentenza, riferisce il quotidiano “Le Monde”, è stata presa oggi dai giudici istruttori di Parigi in conformità con l’atto d’accusa emesso a giugno del 2024 dalla Procura nazionale finanziaria (Pnf) francese.
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Il miliardario bretone è sospettato di aver fornito consulenza, a tariffe agevolate, alle campagne elettorali del 2010 dell’attuale primo ministro ed ex presidente togolese Faure Gnassingbé e del presidente guineano deposto Alpha Condé – poi eletti – in cambio della gestione dei loro principali porti. Secondo le fonti di “Le Monde”, Bolloré è accusato anche di complicità in abuso d’ufficio” in Togo e Guinea, mentre altri due dirigenti del gruppo sono implicati in questo procedimento: Gilles Alix, all’epoca amministratore delegato del Gruppo Bolloré, per “corruzione di un pubblico ufficiale straniero” e “abuso d’ufficio”; e Jean-Philippe Dorent, all’epoca direttore internazionale dell’agenzia Euro Rscg (ora Havas), per “complicità in abuso d’ufficio”. Secondo i risultati delle indagini autorizzate dal tribunale istruttore, Euro Rscg, la filiale del Gruppo Bolloré responsabile di questa consulenza in materia di comunicazione, ha fatturato la maggior parte dei costi non ai candidati, bensì a un’altra filiale, Sdv. Oltre a fornire assistenza alle campagne presidenziali, il Gruppo Bolloré ha assunto il fratellastro di Faure Gnassingbé presso Sdv Togo sette mesi dopo la sua elezione.
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L’articolo Vincent Bolloré rinviato a giudizio per presunta corruzione in Togo e Guinea proviene da Agenzia Nova.
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