Il capo di Stato maggiore Portolano visita il contingente italiano in Kuwait dopo gli attacchi iraniani – video

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, ha visitato ieri il contingente italiano e la Task Force Air in Kuwait, presso la base di Ali Al Salem, recentemente colpita da attacchi iraniani. Al momento degli attacchi tutto il personale italiano era in sicurezza e non ha riportato conseguenze. La visita si inserisce nel quadro delle attività di monitoraggio e supporto ai militari impegnati nelle operazioni nella regione. “Da capo di Stato maggiore della Difesa è mia responsabilità e dovere sincerarmi personalmente delle condizioni del personale in operazioni, la cui sicurezza è la nostra priorità. Ho scelto di venire nella base che ha subito più danni, qui ad Ali Al Salem, per manifestarvi la vicinanza del Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, mia e di tutte le Forze Armate, e per ribadire quanto è apprezzato e indispensabile il lavoro che state portando avanti in una situazione tutt’altro che semplice”, ha dichiarato il generale Portolano, secondo quanto riferito oggi dallo Stato maggiore della Difesa sui social.

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“In frangenti come questo contano lucidità, determinazione e fiducia reciproca. Io oggi sono qui, ma in Italia tutta la Difesa è impegnata 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 per monitorare la situazione e garantire, a voi e ai vostri colleghi nelle altre basi, tutto il supporto necessario. So bene che la pressione è forte, ma avete dimostrato, ancora una volta, di saper affrontare le difficoltà con professionalità e coraggio, anche in condizioni degradate come quelle attuali. Continuate a lavorare con l’attenzione e lo spirito di squadra che vi contraddistinguono, senza dimenticare mai che dal vostro lavoro, in questa base lontana dall’Italia, dipende anche la sicurezza delle persone che vi attendono a casa”, ha aggiunto. La Difesa ha evidenziato che il personale è addestrato a operare anche in contesti di crisi e che l’attività operativa, seppur temporaneamente alleggerita, prosegue per assicurare il supporto alle operazioni e alla sicurezza dei partner nella regione.

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Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova“, al momento non si registrano danni rilevanti ai velivoli italiani presenti nella base: due caccia Eurofighter F2000 sono stati interessati solo da proiezioni di schegge nei primi eventi, la notte tra il 5 e il 6 marzo, senza impatti significativi sulla loro integrità. Successivamente, il 15 marzo, un drone ha colpito un ricovero protetto per aeromobili (“shelter”) all’interno della base, distruggendo un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana. Si tratta di un MQ-9A “Predator”, drone a medio-alta quota e lunga autonomia impiegato per missioni di sorveglianza, ricognizione e raccolta di informazioni a supporto della coalizione internazionale impegnata contro il gruppo jihadista Stato islamico.

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