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GUERRA IN IRAN. L’ITALIA TRA DIPLOMAZIA E CARO-ENERGIA
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“Non abbiamo voluto questa guerra e non vogliamo parteciparvi”. Il ministro Antonio Tajani è categorico nel ribadire la linea italiana della prudenza. “Leali con gli Stati Uniti, ma il conflitto non coinvolge la Nato”, spiega il titolare della Farnesina, escludendo missioni militari per forzare il blocco di Hormuz. Al Consiglio europeo, intanto, si cerca una moratoria sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, mentre a Roma il governo resta alle prese con l’impennata dei prezzi. Con la benzina che sfiora i due euro, è stato varato un primo taglio delle accise, ma il timore resta la speculazione. “Faremo controlli a tappeto”, avverte palazzo Chigi.
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ADDIO A BOSSI, INVENTO’ LA LEGA E SCOMPIGLIO’ LA POLITICA
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Si è spento a 84 anni Umberto Bossi, il “senatùr” che ha cambiato la politica italiana inventando la Lega. E’ morto ieri sera a Varese, segnando la fine di un’era, quella fatta anche di “Roma ladrona” e “Padania libera”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ricorda come un “sincero democratico”. Giorgia Meloni lo definisce un “protagonista della storia nazionale”, mentre un commosso Matteo Salvini lo piange come un “padre politico”. In queste ore è un viavai di militanti alla camera ardente di Gemonio, dove viveva da anni lontano dalla scena politica e dalla sua Lega. I funerali si terranno domenica a Pontida, nell’abbazia del monastero di San Giacomo.
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CASO DELMASTRO. MELONI LO DIFENDE: “NON DEVE DIMETTERSI”
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Giorgia Meloni difende Andrea Delmastro. Le opposizioni chiedono che il sottosegretario alla Giustizia faccia un passo indietro per la società che stipulò con la figlia di un condannato come prestanome della camorra. La premier da Bruxelles, dove è impegnata per il Consiglio europeo, gli fa da scudo. “Doveva stare più attento- osserva Meloni- ma non si deve dimettere”. Parole che non bastano a Pd, Cinquestelle e Avs. “Gli interrogativi inquietanti restano tutti”, dicono i partiti del centrosinistra.
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REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, SI VOTA DOMENICA E LUNEDI’
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Ultimi colpi di campagna elettorale prima del referendum sulla giustizia. Giorgia Meloni sceglie il web e sbarca nel podcast di Fedez: “Non si vota su di me- ha ribadito la premier- ma per cambiare il sistema”. Di segno opposto Schlein e Conte, che dopo la piazza a Roma serrano i ranghi: “Ogni voto è decisivo per l’indipendenza dei giudici”, è l’appello dei leader del no. Tra meno di quarantott’ore parola agli elettori. Urne aperte domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 dalle 7 alle 15. Trattandosi di un referendum costituzionale, non è previsto il quorum: vincerà chi prende un voto in più.
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L’articolo Tg Politico Parlamentare, l’edizione di venerdì 20 marzo 2026 proviene da Agenzia Dire.
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