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La macchina da guerra americana non si ferma. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha reso noto che, dall’inizio dell’operazione militare contro l’Iran, sono stati colpiti oltre 7.800 obiettivi sul territorio iraniano. Tra questi, più di 120 vascelli della marina di Teheran, danneggiati o affondati grazie all’impiego combinato di bombardieri strategici, caccia, droni e sistemi di difesa missilistica.
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Operazioni accompagnate anche dai toni trionfalistici dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che davanti ai giornalisti ha dichiarato che le oltre 120 navi iraniane affondate “si trovano sul fondo del mare grazie alle nostre Forze Armate”. Una vittoria, ha aggiunto, “per il popolo americano e per i nostri alleati nella regione”. Leavitt ha inoltre ribadito la posizione di Washington sull’acquisizione di armi nucleari da parte di Teheran: l’Iran “non potrà mai possedere permanentemente un’arma nucleare”, ha affermato, rifiutandosi di escludere ulteriori opzioni militari future.
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Trump su Truth Social: “Li stiamo mettendo fuori gioco”.
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Il presidente Donald Trump ha scelto il suo social network, Truth Social, per commentare l’andamento del conflitto con toni da campagna elettorale. “L’Iran è considerato da tutti il principale sponsor statale del terrorismo. Li stiamo rapidamente mettendo fuori gioco”, ha scritto. In un post successivo, Trump ha poi alzato ulteriormente la posta, evocando la possibilità di “finire ciò che resta dello Stato del Terrore iraniano“, invitando i Paesi che dipendono dallo Stretto di Hormuz ad assumersi le proprie responsabilità, puntando il dito contro Nato e Paesi Ue.
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foto www.war.gov
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L’articolo Medio Oriente in fiamme: gli Stati Uniti colpiscono oltre 7.800 obiettivi in Iran proviene da Sardegnagol.
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